Max, fulmine gardesano del downhill

L'atleta arilicense lanciato tra i tornanti di una discesa downhill

Tanta preparazione, tanti sacrifici. Ma anche molto coraggio e sangue freddo. Perché quando si scende a certe velocità bisogna essere pronti a tutto. Queste le doti basilari per cimentarsi in uno sport estremo come il Roller Downhill.

Fulmine gardesano. Tra i fuoriclasse di questa disciplina c’è un nostro conterraneo. Classe 1968, gardesano di Peschiera, è un vero e proprio fulmine sulle rotelle: lui è Massimo Bavieri. Da qualche settimana è impegnato a gareggiare per la coppa del mondo di Downhill, manifestazione sportiva che si svolge in sette tappe.

Passione no limits. La prima, alla quale Bavieri ha partecipato, si è svolta l’8 maggio a Ubersaxen (Austria), nelle strade montane della Land Vorarlberg davanti a più di seimila spettatori. Nella categoria Masters (Over 40) il rider arilicense è arrivato quinto. Ma si trattava in questo caso di una tappa per velocisti e non per tornantisti come Bavieri, che darà invece il massimo sul percorso di casa a Teolo (Padova) il 30 luglio, dove punterà direttamente al podio. Lo abbiamo intercettato per un interessante scambio di battute su questa disciplina e sullo sport in generale.

Max Bavieri e i pattini: quando è nato questo amore?

Non ricordo esattamente a dir la verità … è sempre stato un mio pallino fin in tenera età. Poi nel 1980 costruirono una pista di pattinaggio vicino a casa e il comitato di quartiere decise di fondare una squadra. Fui ovviamente fra i primi ad iscrivermi. Prima del roller avevo provato vari tipi di sport ma non mi piacevano, mentre con le rotelle è stato un amore cieco ed assoluto: un colpo di fulmine!

Come ti sei affacciato alle specialità più estreme del pattinaggio? Non hai avuto timore le prime volte che hai provato?

Eh si eccome invece … una fifa incredibile! Mi recai come reporter (ero direttore della prima rivista italiana di Roller) a Losanna in Svizzera per vedere il primo di quello che tutti designavano come l’evento dell’anno. Una grande organizzazione e tantissimi sponsor: fu davvero un’esplosione di emozioni forti. Tra le quali la gara di discesa libera, alla quale visto che ero lì decisi di partecipare (eravamo in tanti più di 400 riders) … con un risultato pessimo ed una caduta rovinosa che mi lacerò letteralmente il fondoschiena. Dico solo che non mi sono potuto sedere per due settimane! Però mi era piaciuto e mi era entrata dentro una passione per la velocità estrema. Non ho più saputo farne a meno.

Quanti mondiali di downhill hai provato?

Ne ho fatti cinque. Alle prime due edizioni non mi qualificai. Poi ne ho saltate alcune edizioni perchè avevo momentaneamente abbandonato la scena. Come miglior piazzamento ho raggiunto la sesta e l’ottava posizione nella classifica generale (e non Masters) in un paio di tappe.

A Teolo il 30 luglio come pensi di cavartela?

Si tratta di un percorso che conosco molto bene e che è fatto apposta per le mie capacità tecniche. Qui ci sono sette tornanti, mentre a Ubersaxen ce n’erano solamente due. Conto di arrivare tra i primi dieci nella classifica generale e primo in quella masters (over 40). Tra l’altro a Teolo il risultato vale anche per il campionato maschile italiano di Downhill. Se arrivo primo nella categoria Masters divento il campione italiano over 40. Farò di tutto per arrivare a questo traguardo.

Come ti prepari a una gara o a un mondiale. Quali sono i tuoi allenamenti e la tua alimentazione.

Alimentazione iperproteica e con pochi carboidrati (il downhill è uno sport esplosivo e non di endurances). Ovviamente una gran qunatità di integratori, zero zuccheri aggiunti, zero alcool, zero grassi e fritti: in effetti la mia è una tavola davvero spartana! Gli allenamenti sono difficili da fare in discesa, per il fatto che è vietato circolare per strada con i roller (figuriamoci poi in picchiata giù per una strada di montagna) e questo è un bello svantaggio per noi italiani rispetto agli altri europei. Dunque si ovvia con il lavoro in palestra con tanti pesi e contrazioni isometriche (sforzo continuo). Poi moltissimo pattinaggio su pista (o sul lungo Mincio) con ripetute esplosive. Infine ogni tanto e “di scondon” mi butto giù dal Monte Baldo.

Se tu per una gara di pattini dovessi scegliere al tuo fianco una donna del mondo dello spettacolo chi sceglieresti?

Ma devo portarmela in braccio mentre scendo in roller o festeggiarci insieme dopo l’arrivo? Nel primo caso direi una molto leggera, per non dire “anoressica”, perchè sennò cado. Nel secondo caso invece la prenderei con più curve: del resto le curve nel downhill sono la mia specialità. Posso, però, dirti che fra le tante famose show girl che ho incontrato e conosciuto in carriera (essere un pattinatore famoso porta spesso a lavorare per le tv), da Megan Gale a Samantha De Grenet l’elenco è lunghetto e mi pavoneggio per questo, ma quella che proprio mi ha colpito per essere una spanna sopra tutte le altre e splendere di luce propria come un astro è Aida Yespica.

Oltre al pattinaggio tu hai maturato moltissime altre passioni … Parlacene un pò.

Sono davvero tante. Per fare un riassunto: coltivo interessi per la storia e la ricostruzione storica. Mi diletto tantissimo, usando anche i soldatini, per ricostruire le battaglie del passato. Poi adoro la musica, mi piace tantissimo, anche per rilassarmi (o sfogarmi) la sera andare a cantare ai karaoke. In più sono un maestro di animazione e adoro il mondo dello spettacolo in generale. Per non parlare delle donne. Ma qui mi fermo, altrimenti Giorgia, la mia fidanzata, potrebbe iniziare a picchiarmi.

Per finire: un consiglio a chi si vuole affacciare nel mondo del pattinaggio, anche non estremo.

Iscriversi alla mia scuola di roller ovviamente! Davvero, non è una scusa per pubblicizzare la mia scuola, ma si tratta di una verità appurata. Imparare da autodidatti comporta un sacco di rischi e difetti, a cominciare dall’acquisto dell’attrezzatura: i negozi di sport non specializzati vendono spesso cose inadeguate. È quindi molto meglio rivolgersi ad un esperto anche per questo, e soprattutto per iniziare avendo chiare tutte le potenzialità ed i rischi di una pratica del pattinaggio.

Intervista di Francesco Iannò

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

About admin