Arena, in scena il trionfo di Ivan Basso

Ivan Basso in maglia rosa (fonte web)

Verona si è tinta di rosa ieri pomeriggio. Il grande ciclismo sembra aver trovato casa da qualche parte tra l’Arena e il Teatro Romano. Dopo il bis di mondiali degli ultimi anni, ieri la città ha fatto da cornice (e che cornice!) al successo di Ivan Basso: il trionfatore del Giro d’Italia, edizione 2010.

In tandem con Giulietta e Romeo. Le strade della città sembrano esser diventate, quindi, sede ideale – con quella bella salitina per le Torricelle … – ad ospitare gare di ciclismo sulla medio-corta distanza. Un dono che la città non deve sperperare. Guai altrimenti! Ma come successo per la coppia di innamorati shakespeariani e per la lirica auspichiamo che anche questa opportunità verrà sfruttata nel migliore dei modi.

Musica e sport. Ieri, intanto, gli appassionati delle due ruote hanno risposto alla chiamata, invadendo pacificamente Porta Nuova e Piazza Bra. L’anfiteatro romano ha visto arrivare alcuni dei più forti atleti sulle due ruote, ma non solo. In occasione della chiusura del Giro, sul palco dell’Arena si sono alternati, infatti, molti personaggi dello sport e dello spettacolo.

Eroi dello sport e della penna. Tra gli altri erano presenti personaggi dello sport come gli eroi olimpici Yuri Chechi e Antonio Rossi e il pallavolista dal “capello eternamente scolpito” Andrea Lucchetta. Uno che ha dimostrato nel tempo di sapersi riciclare più che degnamente nello showbiz. Toccante, poi, il tributo che l’attrice della serie CSI Miami Sofia Milos ha riservato al pubblico quando ha letto alcuni passaggi di una lettera scritta dal compianto direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò.

Pink carpet. Qualche fischio si è levato, invece, durante l’esibizione di Valerio Scanu: l’ultimo vincitore del Festival di Sanremo non era forse la scelta più appropriata per accogliere gli amanti delle due ruote. “Poco rock” per dirla alla Celentano. E’ andata meglio, invece, ai Sonohra, agevolati forse dal fatto che se la giocavano in casa. L’uomo più applaudito della giornata, insieme a Ivan Basso, è stato però un altro veronese. Ovvero Damiano Cunego. L’eterna promessa del ciclismo veronese è stato accolto da un vero e proprio boato al suo ingresso in Arena. E questo nonostante si sia piazzato in classifica generale oltre il 30esimo posto.

Passion. La gara di ieri non aveva molto da dire dal punto di vista della classifica finale. La vittoria di Ivan Basso non era in discussione. “L’uomo che visse due volte” come è stato definito sui giornali non poteva sbagliare. Alla gara di chiusura del Giro però servono cornici importanti. Ieri lungo il percorso i posti dietro le transenne erano quasi tutti gremiti. Gli organizzatori, però, miravano a numeri ancor più consistenti. Al sold out completo. Non sarà mica che questo matrimonio tra Verona e le due ruote sia già arrivato al temutissimo effetto routine?

Christian Besemer

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