Addio Taricone, o’ guerriero filosofo

Pietro Taricone, detto O'Guerriero, vera star della prima edizione del Grande Fratello (fonte web)

O’ Guerriero se n’è andato. Non ce l’ha fatta. Pietro Taricone è morto lunedì notte dopo nove ore di intervento chirurgico.

Ferite mortali. Quel pomeriggio l’ex concorrente del primo Grande Fratello era rimasto gravemente ferito per un incidente in paracadute nell’aviosuperficie di Terni. Rianimato sul posto dal personale del 118 dopo un arresto cardio-circolatorio, è stato trasferito in ospedale dove i medici hanno riscontrato diverse fratture, in particolare alle gambe e al bacino.

L’addio. L’attore aveva anche traumi alla testa e all’addome, con emorragie “importanti”. L’intervento ha permesso di risolvere il problema legato alle perdite di sangue e di ridurre le fratture, ma poi la morte è arrivata per improvvise complicazioni. Taricone non ha mai ripreso conoscenza. Aveva 35 anni, lascia la compagna, l’attrice Kasia Smutniak, e una figlia di sei anni.

Maledetto paracadute. La Procura di Terni ha aperto un fascicolo riguardo la sua morte, senza ipotesi di reato o indagati. L’ipotesi maggiormente presa in considerazione dagli investigatori è quella di un errore nella fase di frenata. Taricone avrebbe cominciato la manovra a circa 20 metri d’altezza e non ai 100 previsti, dopo un lancio da circa 1.500
metri. Non si esclude anche l’ipotesi legata al colpo di vento che avrebbe fatto avvitare il paracadute a vela. Fatto sta che O’ Guerriero è atterrato a una velocità ben più alta di quella prevista. Nell’aviosuperficie di Terni, tra aprile e marzo, altri due paracadutisti sono morti per incidenti durante il volo. L’attività del centro è stata sospesa martedì mattina.

Un addio a fari spenti. I funerali si sono svolti in forma strettamente privata nella cappella dell’ospedale di Terni. Il feretro, secondo il volere dei genitori, è stato poi trasportato per la tumulazione a Trasacco, paese dell’Aquilano dove sono nati i genitori dell’attore. Lì Pietro aveva la cittadinanza onoraria e torna spesso per vedere la nonna e gli altri parenti. Nella bara, Taricone è stato deposto con indosso la tuta da paracadutista e le scarpe da trekking. Il sindaco di Trasacco Gino Fosca proporrà una giornata di lutto cittadino.

Lutto nel web e in tv. Tantissimi i messaggi di addio nella pagina di Facebook dedicata all’attore. I fan sono già decine di migliaia, così come i commenti, le parole di affetto rivolte al lui e alla sua famiglia e le foto che lo ricordano. Si stringono attorno ai familiari e alla sua compagna anche diversi protagonisti della prima edizione del Grande Fratello. Da Daria Bignardi a Marina La Rosa. A Cristina Pievani, con cui O’Guerriero ha vissuto una breve ma intensa storia d’amore in diretta, arrivano addirittura le condoglianze, tanto il loro legame è stato forte. Tra le altre reazioni alla sua morte spicca quella dell’amico Roberto Saviano: “Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pietro. Abbiamo frequentato a Caserta il liceo scientifico Diaz. Lo ricordo quando eravamo adolescenti, lui era rappresentante di istituto, un ragazzo carismatico, solare e un po’ guascone. Mi mancherà, guardandolo, ricordare la nostra adolescenza, le manifestazioni a scuola, le gite. Quella vita che lo attraversava e mi contagiava”.

Genio o tamarro? Era il settembre del 2000. I giornali parlavano male del Grande fratello. I luoghi comuni si sprecavano. Sembrava inarrestabile lo snobismo su quel primo esperimento di televisione che guardava da vicino le persone normali. Le pagine degli spettacoli dei quotidiani si erano trasformate in manuali di sociologia spicciola e Pietro Taricone era il bersaglio ideale, soprattutto dei radical chic. Si era presentato con atteggiamenti da bullo, con la canottiera, muscoloso, sciupafemmine, meridionale. Tutto troppo facile. Ma Pietro, O’Guerriero, non era proprio così. Anzi, era intelligente, furbo. Si divertiva a giocare col suo personaggio e spiazzava tutti coi suoi molteplici interessi. Eh sì, perchè aveva studiato, sapeva di politica, di storia e anche un po’ di filosofia. Non era noioso. Non nascondeva la sua gioia di vivere. Non rinunciava a divertirsi e a divertire. Pietro usava i muscoli per spiegare e il cervello per incantare.

Ma c’è sempre chi infanga e strumentalizza. Ovvio, e non si sono fatti di certo attendere. Alcuni hanno infatti commentato la sua morte come positiva: “Un fascista di meno”. Tutto questo solo perché in una vecchia dichiarazione, il casertano Pietro aveva dichiarato: “Casa Pound mi piace moltissimo, mi piace il mutuo sociale, mi affascina l’idea del ‘fare’ a prescindere dalle ideologie”. E Casa Pound saluta invece la sua morte con uno striscione a Pescara: ‘Muore giovane chi è caro agli dei, ciao Pietro”. Lo scrittore di Gomorra Saviano, suo grande amico, ha voluto anche stigmatizzare quest’associazione tra Pietro e il fascismo, spiegando che nessuno può sapere se davvero Pietro fosse stato un fascista, “ma chi prende il pretesto di una giovane morte per cogliere l’occasione di vomitare la propria invidia malcelata è solo che un mafioso”.

Francesco Iannò

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