Scandali e ombre sul Dr. House

Hugh Laurie il Doc. House

Che gli amici del Dr. House non avessero vita facile è cosa risaputa per i fan della serie televisiva americana. Ma a quanto pare anche nella vita reale, e non solo nella finzione, i collaboratori della fortunata saga non sono esattamente soddisfatti del team di lavoro.

Le ferree regole dei superiori. Sicuramente Carl Jones è uno di questi: ex assistente di produzione, ha depositato regolare denuncia presso il tribunale di Los Angeles chiedendo un risarcimento di un milione di dollari per essere stato licenziato solo perché si rifiutava di partecipare a festini a base di sesso e droga sul set. “Festini” che Jones avrebbe affermato venivano imposti dai propri superiori. Questa almeno sarebbe la sua versione dei fatti…

Universal tace. Le notizie riportate da Jones non sono state confermate dalla casa di produzione Universal e quindi sembra che per conoscere la verità dei fatti bisognerà aspettare il giudizio della corte. Come succede (giustamente) in tutti i telefilm.

Sesso, droga e Doctor House? Ebbene sì, i capi pretendevano – secondo quanto riportato dallo stesso Jones – che tutto il team di lavoro si “divertisse” in questo modo. Tra strip bar, abusando di alcool e, addirittura, di droghe nel corso delle pause tra un ciak e l’altro.

Un giorno di ordinaria follia. La notizia è stata riportata su www.tmz.com, sito del gossip per eccellenza. L’ex dipendente ha inoltre dichiarato che uno dei suoi superiori arrivava spesso sul set armato, giocherellando pericolosamente con una pistola o lanciando coltelli. Nella sua denuncia Jones spiega che lui, così come altri suoi colleghi, veniva maltrattato e insultato pesantemente per il fatto di non voler partecipare a queste pratiche extra-lavorative. “Schiavi”, “femminucce”, “ritardati”, “puttanelle”, “idioti” questi alcuni degli epiteti che Jones si sarebbe sentito dire dai suoi capi.

Chi ha ragione? Lo Stesso Jones ha tentato di raccontare quanto accadeva dietro le quinte ad uno dei produttori esecutivi, ma in quell’occasione venne completamente ignorato. La Universal per ora non ha voluto rilasciare commenti: un’altra pennellata nera sul mondo dorato di Hollywood, oppure solo un lavoratore licenziato e molto arrabbiato? La parola al giudice.

Antonella de Robertis

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