Aida, un classico senza tempo

La maestosità della scenografia areniana (foto di Linda Kaiser)

L’Aida non delude mai. Impossibile non entusiasmarsi quando le trombe fanno partire la marcia trionfale. Impensabile non emozionarsi per l’amore tragico tra Aida e Radames.

La magia dell’Arena. A maggior ragione quando lo spettacolo avviene in una cornice unica, speciale, come solo quella dell’Anfiteatro romano di Verona sa essere. Anche quest’anno il “classico dei classici” non ha sicuramente scontentato gli amanti del melodramma.

Diciassette rappresentazioni. Il pubblico ha risposto con grande trasporto in tutte le occasioni. La prima rappresentazione del melodramma è andata in scena il 19 giugno scorso, ma ci sono ancora cinque occasioni per non perdersi lo spettacolo.

Ferragosto con l’Aida. Le prossime repliche sono in programma domenica 15, martedì 17, domenica 22, giovedì 26 e l’ultima domenica 29. Non ci sono scuse, quindi, per perdersi l’opera con regia e scene del Maestro Franco Zeffirelli e con direttore d’orchestra l’ottimo Daniel Oren.

Successo senza fine. Questa produzione di Zeffirelli era stata studiata per l’anfiteatro veronese per il 2002. Negli anni è stata riproposta nel 2003, 2004, 2005 e 2006. Ogni occasione è stata un successo e quindi si è deciso di riproporla anche per questo 88esimo festival areniano.

Magia di una notte di mezza estate. La prima rappresentazione dell’Aida andò in scena il 24 dicembre del 1871 al Cairo. Il vicerè d’Egitto, nell’ambito dei festeggiamenti per l’apertura del canale di Suez, aveva voluto realizzare un teatro. E quale opera migliore per celebrare i fasti dell’antico Egitto se non un classico come l’Aida. Oggi a 140 anni di distanza è possibile rivivere quelle atmosfere magiche, facendosi condurre nel tempo tra i secoli, in una delle storie più belle e coinvolgenti mai scritte.

C. Bes.

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