Carmen, passione e tragedia in Arena

Un'immagine del secondo atto

Franco Zeffirelli e l’Arena. Un rapporto di vero amore, che va al di là di quello artistico e lavorativo.

Chiusura trionfale. L’ottantottesimo festival lirico,  ha chiuso ieri con una trionfale Aida.

Habanera. “L’amour est un oiseau rebelle”, una delle arie più famose della storia del melodramma. Con questa “Habanera” entra in scena Carmen.

Spettacolo in Arena. Un capolavoro senza tempo che, a 135 anni di distanza dalla sua prima, non ha perso nulla di tutta la sua forza espressiva. Abbiamo visionato per voi la nona e penultima rappresentazione del capolavoro di Georges Bizet, quella del 24 agosto scorso. Uno spettacolo per la vista, il cuore e la mente. Altro che 3D!

Festival all’insegna dell’esotico. Dopo il Giappone di Madama Butterfly, la Cina di Turandot e l’Egitto dell’Aida, con la Carmen di Bizet si approda in Spagna, in una Siviglia di metà Ottocento, divisa tra uomini che hanno giurato fedeltà al re e altri che invece preferiscono dedicarsi all’ozio e al denaro facile, personaggi dediti al malaffare insomma.

La passione di Don Josè. La vicenda è quella del sergente Don Josè, promesso in sposo alla bella Micaela, ma che poi incappa quasi per caso nella focosa Carmen. In quel preciso istante tutta la sua vita cambia. La torrida Habanera con cui la zingara si presenta al pubblico fa da subito vacillare Don Josè, che incaricato poco dopo di arrestarla per un accoltellamento la lascia fuggire tranquillamente.

Amore tragico. La cosa però non sfugge ai suoi superiori e  a quel punto è chiaro che l’unica via percorribile per Josè è quella di unirsi ai contrabbandieri. Le cose però non vanno verso il lieto fine. Carmen ha il sangue bollente e la sua passione si sposta per un torero famoso. Il finale è un climax tra passione e gelosia, un mix letale che porterà l’ex ufficiale dell’esercito, ormai accecato dall’ira, ad uccidere l’amante.

Esordio travagliato. Il libretto – in quattro atti – venne realizzato dalla coppia Halévy-Meilhac e trae origine da un racconto di Prosper Mérimée (intitolato appunto “Carmen”). Come accadde, anche per altri capolavori del tempo, l’opera alla sua prima (Opéra Comique, Parigi, 3 marzo 1875) non venne accolta dal pubblico con grande entusiasmo.

Un successo dopo l’altro. Georges Bizet, morì pochi mesi dopo e non riuscì quindi ad assistere alla fortuna che sorrise al titolo nel corso del tempo. All’anfiteatro veronese, la Carmen fu la seconda opera ad essere rappresentata dopo Aida. Iniziò a far parte del cartellone dall’estate del 1914, venendo poi rappresentata per 203 volte. Dopo il capolavoro verdiano è quindi la seconda opera più eseguita.

C. Bes.

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