Star sul red carpet, apre il Festival

La madrina del Festival, Isabella Ragonese

Con l’estate che volge al termine torna anche il momento per la rassegna cinematografica più attesa.

Su il sipario. Apre oggi la 67esima edizione della mostra del Cinema di Venezia. Chiusura il prossimo 11 Settembre.

Largo ai giovani. Una rassegna all’insegna dei giovani come ha dichiarato il direttore Marco Müller. L’età media dei registi in concorso (47 anni) non è mai stata così bassa.

Passione per il cinema. Per quanto riguarda gli italiani ecco alcune indiscrezioni sui film in concorso: “La Passione” di Carlo Mazzacurati, con Silvio Orlando e Giuseppe Battiston è stato realizzato in collaborazione con la RAI ed è stato sostenuto anche dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con un contributo di € 1.800.000,00.

Film in concorso. Questa pellicola dunque si presenta a dover rispondere a molte aspettative ed è una commedia con decise tinte drammatiche che racconta la storia di un ex-regista emergente alle prese con un risarcimento che non può pagare a un piccolo comune toscano, per cui si accorda con il sindaco per dirigere una rappresentazione sacra che si risolverà con esiti imprevisti. Ma vediamo nel dettaglio anche tutte le altre pellicole …

La solitudine dei primi. “Noi credevamo” di Mario Martone, regista proveniente dal teatro, presenta invece una più moderna chiave di lettura del Risorgimento e vedrà attori importanti in ruoli storici come quelli di Giuseppe Mazzini e Francesco Crispi. “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo, adattamento dell’omonimo romanzo di Paolo Giordano, edito da Mondadori, si presenta invece come un innovativo melodramma: due giovani adolescenti, Mattia e Alice, segnati nella loro infanzia da esperienze traumatiche, sono innamorati ma pur sempre vicini fra loro, non riescono mai a stare insieme, un po’ come i cosiddetti «numeri primi gemelli», che nonostante siano sempre poco distanziati l’uno dall’altro non arrivano mai a congiungersi.

Ancora italiani. Infine abbiamo “La pecora nera” di Ascanio Celestini, che va a ripescare una delle pagine più dolorose della storia repubblicana di cui si parla poco oggi e di cui i giovani effettivamente sanno poco, ossia i manicomi. Dunque anche quest’anno  i film italiani sembrano puntare verso l’innovazione e la ricerca di quella freschezza che negli anni Sessanta aveva caratterizzato il neorealismo che tanta fortuna ha fruttato al cinema nostrano.

Gli stranieri. Ma come sempre ci sarà da fare i conti con i film stranieri, che sempre più si presentano in laguna con le opere più azzardate, consci dell’apprezzamento della critica verso gli esperimenti. Non a caso, in pole position, deciso candidato al premio di Miglior Film, c’è sicuramente “Black Swan” di Darren Aronofsky, che ha soffiato il posto anche a “The American” con George Clooney, scartato dalla giuria. La pellicola, del genere psico-thriller, presenta un cast d’eccezione e una trama intrigante. Senza dubbio sarà un confronto difficile per tutti, anche per le creazioni dei nostri registi che comunque hanno dimostrato di non avere paura del nuovo. Da oggi comunque le parole lasceranno il posto alle proiezioni e, c’è da scommetterci sopra, ci sarà da divertirsi.

Roberto Carrisi

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