Matrix, il boom dei Wachowsky Bros

La locandina del primo Matrix (1999)

E’ un pò come essere Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio.

Millennium bug. L’annata metafisica del cinema americano, il 1999, si era presentato pure con un altro film di notevole spessore: “Il tredicesimo piano” (di Josef Rusnak).

Il Matrix. Ma questo che stiamo per analizzare oggi è il capostipite del genere d’azione intellettuale: “Matrix” (1999) dei fratelli Wachowsky.

Farsi le ossa. Un bel giorno i due si trovaraono alla Warner Bros a chiedere di girare un film. “Ma siete senza esperienza! E questo film costerà una montagna di soldi!”, “E allora?” dissero, “Ci metta alla prova”, “Prima dovrete farvi le ossa con una sceneggiatura più piccola”. E fu così che girarono “Bound” (1996). Lì si fecero le ossa e la Warner prese la grande decisione di ingaggiarli. Ecco Matrix, il film di questa settimana.

La trama. Thomas Anderson (Keanu Reeves) è un giovane hacker che nel giro degli internauti si fa chiamare Neo, e che da un pò di tempo comincia ad avvertire qualcosa di strano nella realtà. Un giorno viene contattato da un certo Morpheus, capo di una banda di altri criminali informatici, tra le cui fila c’è pure una donna graziosa che si fa chiamare Trinity. Dopo questo contatto Neo comincia a essere seguito da alcuni agenti capeggiati da un certo Smith. A questo punto Morpheus decide di spiegare a Neo cosa succede e questo scopre che la realtà non è altro che un mondo virtuale che le macchine, dopo aver vinto una lunga guerra, utilizzano per tenerci sotto controllo all’interno di grandi campi di coltivazione per attingere dai nostri corpi le energie per sopravvivere. Neo, una volta svegliato nel mondo vero, si ritrova in una nave comandata dallo stesso Morpheus, la Nabucchodnezzar. Morpheus crede che Neo sia l’Eletto, ossia colui che è in grado di non sottostare alle regole di Matrix e che porterà in salvo l’Umanità. E aveva ragione…

Antiche scritture. I fratelli Wachowski hanno deliberatamente detto che si sono ispirati alla Bibbia per scrivere questo film, soprattutto al Nuovo Testamento. La vita di Neo descritta in una trilogia (“Matrix”, “Matrix Reloaded” e “Matrix Revolutions”) sarebbe quindi un remake moderno della vita di Cristo. C’è anche tanta filosofia: da Platone e il suo mito della caverna a Shopenhauer e il suo Velo di Maya secondo cui tutto sarebbe succube della Volontà, o Causalità. Ricordate la lezione di filosofia del Merovingio in “Matrix Reloaded” quando parlava della fetta di torta? Ma sopratutto Matrix ha a che fare con la religione. Un film disseminato di indizi e di simboli che sfidano continuamente lo spettatore: il futuro della razza umana sarebbe affidato a 23 persone, 16 femmine e 7 maschi, mentre 314 sono i secondi per arrivare dall’Architetto e 27 gli isolati da neutralizzare; Neo è l’anagramma di Noè, ma soprattutto di One, l’Unico, l’Eletto, il Redentore; tutte le stanze hanno o il numero 101, il numero di Neo, o il numero 303, quello di Trinity, ovvero lo Spirito Santo (ricordate la stanza dove Neo “rinasce” dopo il bacio di Trinity?

Simboli e profezie. La nave di Morpheus, dio dei sogni, è la Nabucchodnezzar, come il re babilonese del Vecchio Testamento che conquistò Gerusalemme; Zion, l’ultima città degli uomini vicino il centro della Terra, è proprio Gerusalemme, la città di Dio; Cypher, che fa parte della banda di Morpheus e lo tradirà, è chiaramente Giuda perchè stringerà un patto col Diavolo, ovvero l’agente Smith, colui che vuole conquistare il mondo e si vuole impossessare di tutte le anime. Questa scena è una sequenza chiave nel film: ovvero quando Neo ha il primo incontro con la Verità. Notate come sia stata girata in maniera certosina. Ogni pezzo del puzzle è inserito al posto giusto: un caminetto scuro e freddo che trasuda mistero e paura per il futuro, per la Scelta; Neo, in cerca della sua identità, che si rispecchia negli occhiali di Morpheus, l’unico che veramente conosce chi è; la pillola rossa è il sangue di Cristo e Neo, una volta svegliatosi, cadrà poi nell’acqua battesimale.

Effetto Bullettime. Tutto questo per non soffermarsi invece sulla tecnica e sugli effetti speciali, l’effetto Bullettime (quello della famosa scena in cui Neo schiva i proiettili) ha modificato per sempre il modo di far cinema (ed è stato giustamente premiato con l’oscar John Gaeta, il mago degli effetti visivi in questione). Insomma un film che ha seriamente segnato la Storia del Cinema degli anni Zero. E solo nei primi tre anni successivi al primo film sono stati ben 60 i film che si sono ispirati a Matrix e 40 sono state le parodie. “Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi. Un mondo senza regole e confini. Un mondo in cui tutto è possibile. Quello che succederà dopo dipenderà da voi e da loro”. Amen.

Francesco Iannò

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