Italia-Serbia, la partita mai giocata

Uno dei protagonisti della serata di follia a Marassi (fonte: dal web)

Avremmo dovuto commentare una partita di calcio. Ci ritroviamo, invece, con un match sospeso dopo sei minuti di gioco, per l’ennesima follia ultrà, che questa volta ha i volti e i colori rossi, blu e bianchi dei sostenitori della Serbia.

Incidenti a Genova. Già nel tardo pomeriggio di ieri, la città ligure era stata vittima delle aggressioni di decine di ultrà (non leggerete mai la parola “tifosi” in questo articolo).

Contestazioni allo stadio. I facinorosi hanno danneggiato negozi, pitturato le mura di alcuni monumenti cittadini, oltre a non farsi mancare scontri e lanci di bottiglie con la polizia. Non soddisfatti di quanto fatto nel centro città, i sostenitori più violenti hanno continuato la loro personalissima azione di protesta contro la squadra (rea di essere stata sconfitta in casa, settimana scorsa, dall’Estonia), tagliando le reti di protezione e lanciando, in campo e sugli altri settori occupati dai tifosi (quelli veri) italiani, petardi e fumogeni.

Assalto al bus. Senza dimenticare, pochi istanti prima dell’inizio della partita, l’aggressione degli ultrà ai giocatori serbi sul pullman, con tanto di fumogeno lanciato verso il portiere Stojkovic, trasportato per accertamenti all’ospedale San Martino di Genova. Eccovi il resoconto dettagliato della serata di follia del Marassi.

Partita fantasma. Nonostante tutto ciò, con oltre mezzora di ritardo dall’orario di inizio della gara, arbitro e delegato georgiano dell’Uefa decidono per far cominciare la partita, in un clima surreale. Decine di poliziotti sono schierati proprio davanti al settore occupato dai serbi (1600 circa), per monitorare la situazione. Pochi minuti di gioco (in cui ci starebbero l’espulsione di Rajkovic per un fallo violento su Mauri e un rigore per Pazzini), e ricomincia il lancio di fumogeni verso Viviano, che si trova a difendere la porta davanti al settore dove manifestano gli ultrà serbi (sostenitori della Stella Rossa).

La decisione di Thomson. A questo punto, con Viviano che si rifiuta di tornare nella sua porta, l’arbitro scozzese Thomson decide che la partita deve essere definitivamente sospesa “perché non sussistono più le condizioni di sicurezza per i giocatori”. Quando si dice meglio tardi che mai.

Scenari futuri. Si attendono ora le decisioni dell’Uefa. Quello che è certo è che l’Italia vincerà a tavolino la partita per 3-0. La speranza è che questa volta l’Uefa decida per una punizione esemplare nei confronti della Federazione serba.

L’Europa che gioca. Nelle altre partite valide per le qualificazioni agli Europei, da segnalare la netta vittoria dell’Olanda sulla Svezia, quella della Spagna campione in carica in Scozia per 3-2, e quelle di Portogallo (2-1 in Islanda) e Francia (2-0 al Lussemburgo). Non va oltre lo 0-0 in casa, invece, l’Inghilterra di Fabio Capello, contro il Montenegro.

Dino Guerrini

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