La special relationship Clinton-Blair

I due super-presidenti (fonte: web)

Lo scostumato e l’opportunista.

Bill Clinton e Tony Blair. Una relazione molto speciale, così come hanno cercato di fare bene o male tutti i presidenti di Usa e i primi ministri di Gran Bretagna. E’ “The special relationship” ovvero in italiano “I due presidenti” (appena uscito nelle sale) di Richard Loncraine e sceneggiato con molta parsimonia da Peter Morgan (già all’opera in “The Queen” e “Frost/Nixon”).

1996. La relazione speciale tra Stati Uniti e Inghilterra, individuata e auspicata da Churchill, vive un momento d’oro con Bill Clinton (Dennis Quaid) e Tony Blair (Michael Sheen), entrambi di centrosinistra, entrambi mossi da una reale volontà di cambiare le cose e da una visione comune. L’uomo più potente del mondo prende il primo ministro britannico sotto la propria ala, inaugurando un idillio non solo diplomatico, ma soprattutto personale e amicale, che scricchiola sotto il peso dello scandalo Lewinsky, dei paparazzi, e tramonta definitivamente, poco dopo, alle prese con la strategia bellica da adottare in Kosovo. Una particolare sitcom dell’alta società, dove tra vasche da bagno e partite a golf si decide il destino di due grandi nazioni.

Il buono e il cattivo. Dopo aver visto questo film il messaggio pare evidente: dei due chi si è comportato male è proprio Tony Blair. L’opportunista, che ha approfittato del momento di debolezza di Clinton per costringerlo ad aiutarlo nell’azione militare contro Milosevic. Il film è considerato il terzo capitolo della trilogia sull’ex primo ministro inglese Tony Blair (dopo “The Deal” e “The Queen” entrambi diretti da Stephen Frears) ed è interessante sapere che Peter Morgan, nella prima stesura,aveva incentrato il film sulla relazione di Blair con i presidenti americani Bill Clinton e George W. Bush, ma alla fine Morgan ha tagliato perché considerava più interessante la dinamica tra Clinton e Blair.

Un-special relationship. Il fatto che il film si concluda coi sorrisi scambiati con Bush dà a questa “special relationship” un retrogusto amaro di tradimento. Già perchè la storia racconta del loro rapporto quasi come fosse una vera e propria relazione platonica, nella quale il delfino Tony s’infatua del più vecchio ed esperto Bill, prende a vestirsi come lui, lo cerca al telefono nel cuore della notte, gli parla dal bagno, quasi in clandestinità, o dal talamo, pende irrazionalmente dalle sue labbra e gli si dichiara apertamente, citando la bibbia, nel momento del bisogno. Dall’altra parte dell’oceano, anche Clinton commenta con la consorte il fascino del nuovo alleato, almeno fino a quando questo non lo “pugnala alle spalle”, con un discorso di fronte ai giornalisti assolutamente inaspettato e per di più proprio sul suolo americano. Tony, poi, senza vergogna tende la mano a Bush quando il texano ruba la vittoria a Gore (“Non so se considerarti un politico di sinistra, ammesso tu lo sia mai stato”, chiosa velenoso Bill). Grande cavalleria invece per le first ladies, molto più graziose e pacate che nella realtà.

Francesco Iannò

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