Megamind, il genio del male

Megamind, l'ultimo (anti)eroe di casa Dreamworks (fonte: web)

Un buono costretto a diventare cattivo.

Megatesta. Un po’ una storia che si ripete certo, ma con quanta umanità e sentimento riesce “Megamind” (appena uscito nelle sale) a parlare di Bene e di Male sfuggendo agli stereotipi su cui la Dreamworks ha da sempre giocato (vedi “Shreck”). Un concentrato di umorismo che conquista con quel tocco di cinismo che da qualche tempo anima i cartoons made in USA.

Signore del male. Megamind è il signore del male più rock‘n‘roll che il mondo abbia mai conosciuto. Un’enorme testa blu, attillata tutina in pelle nera e lungo mantello borchiato. Un signore del male che ha però un grande cuore e che per questo avrà l’occasione per redimersi.

La parte del cattivo. Megamind (che ha il volto di Will Ferrell) è il più ambizioso e malvagio supercattivo che sia mai esistito al mondo, ma con alle spalle un’infanzia triste che lo vide abbandonato dai genitori su un’astronave per la Terra a soli 8 giorni di vita. Nello stesso periodo nasceva Metroman (Brad Pitt), un bambino dalla stessa infanzia difficile di Megamind, il quale però diventerà suo principale nemico. Metroman riusciva sempre dove Megamind sbagliava e lo faceva detestare da tutti, nonostante le sue buone intenzioni. A questo punto Megamind decide di fare la parte del cattivo. E’ qui che ha inizio tutta la vicenda, ecco la recensione del film…

La scelta. Dopo interminabili scontri e lotte per la supremazia, Megamind rapisce la reporter Roxanne Ritcy (Tina Fey) per attirare in trappola il buon supereroe, il quale, però, rimane accidentalmente ucciso nello scontro. Ritrovandosi solo a dominare la città, il supercriminale inizia a sentire la mancanza di un avversario degno del suo nome, perciò decide di creare un nuovo eroe da combattere: trasforma il cameraman di Roxanne in Titan (Jonah Hill), ma sembra che il nuovo antagonista sia molto più perfido di lui. Intenzionato a prendere il dominio dell’intero pianeta e sterminare l’intero genere umano, Titan inizia il suo cammino verso la distruzione lasciandosi alle spalle un Megamind fermo a un bivio: sacrificare l’intero pianeta per restare la figura che tutti conoscono, o abbandonare le vesti del cattivo per diventare ciò che ha detestato per tutta la sua esistenza. Sarà un egoista o un eroe? Nel frattempo scopre che Metroman non era morto, ma aveva fatto finta di morire per poter vivere una vita da cittadino qualunque, quella vita che avrebbe voluto vivere da sempre. Nonostante serva il suo aiuto contro Titan, deciderà di non entrare in scena.

Il Bene e il Male. Visti in chiave così relativistica non si erano mai visti al cinema. Neanche in “Departed” di Scorsese. Una visione filosofica di come le intenzioni di una mente (pensante) possano fare il balzo da questa o dall’altra parte della staccionata. Megamind fondamentalmente è buono, così come Metroman. E’ la rivalità che ha fatto passare dall’altra parte Megamind, il super-intelligentone che ha la scienza dalla sua come superpotere. La lotta tra le personificazioni di bene e male presi nella routine di tutti i giorni è rotta dall’evento della morte del bene. Questa rottura consente l’inizio della tipica parabola Dreamworks, quella della figura apparentemente cattiva che in un contesto diverso dal normale si rivela anche più buona di quella solitamente etichettata come “bene”.

Citazioni a go go. La pellicola è piacevolmente sparsa di citazioni cinefile e non solo: Metro Men è la versione a cartoni di Elvis Presley, Megamind fa la parodia di Barak Obama, e ci sono strizzate d’occhio a “Il Padrino”, “Star Wars” e ovviamente “Superman”. Anche la narrazione è più matura: dopo la prima mezz’ora di film inizia una storia tutta nuova, con continui ribaltamenti di prospettiva.

Nerd. Interessantissima è anche la presa in giro della figura del nerd: non più visto come un buono emarginato dalla società, ma come un essere umano come tutti gli altri, pronto, una volta ricevuti dei super-poteri a darsi alla pazza gioia invece di pensare al bene comune. Insomma tra tutti i “super” che appartengono alla storia di questo film esiste una sorta di equilibrio umano e tante forze che si compensano. Il Bene non è Bene senza il Male e viceversa. Ma sopratutto ogni “super”, che sia da una parte o dall’altra del confine ha le sue difficoltà nell’esserlo. “A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità” diceva un certo Spiderman…

Francesco Iannò

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