Il 2011 sarà l’anno del golf?

Matteo Manassero, giovane campione di golf (fonte: web)

Veronafiere fino alunedì è stata un’importante vetrina del golf.

Movimento in crescita. Uno sport affascinante che nell’immaginario collettivo resta però poco accessibile. Un pregiudizio che il Salone del Golf ha cercato di sfatare, presentando nuove tendenze e iniziative. Grazie ai nuovi talenti (in primis il veronese Matteo Manassero) i dati della Federazione Italiana Golf mostrano una costante crescita di partecipazione.

La grande scommessa. Il Salone nelle sue cinque edizioni ha saputo far emergere un made in Italy del grande potenziale economico e creativo osando sul golf come una vera e propria scommessa. Vincendola: perchè la sua dimensione di sport è sempre più vicina ai giovani e sempre più vicina ai contenuti popolari. In questi 5 anni è cresciuto, inoltre, sia di pubblico che di espositori (che quest’anno sono stati addirittura 120).

La pittrice che usa le palline da golf. Il Salone non è solo una vetrina sulle più aggiornate attrezzature per i golfisti, ma presenta anche molte proposte curiose. Vedi ad esempio il gruppo “Street golf”, che, proprio per sfatare l’idea che il golf sia uno sport d’élite, organizza percorsi a buche nelle strade e nelle piazze cittadine. E c’è anche chi al Salone porta le sue opere d’arte: come Cinzia Cotellessa, che realizza quadri con le palline da golf: colorate e sezionate, diventano espressione di movimento su tele monocrome.

Golf come prodotto turistico. Dal Salone emerge un’altra realtà di grande rilievo in termini economici. Proprio grazie al golf infatti sono partite in varie regioni, tra cui il Veneto, promozioni turistiche che, nei dintorni di alcuni campi che si distinguono per la loro bellezza e qualità, offrono soggiorni e itinerari a tema, con occhio soprattutto all’arte e alla gastronomia.

Un indotto da 50 milioni di euro. Nel Veneto già dal 2007 , su iniziativa del Consorzio di promozione turistica Marca Treviso, è partito il progetto “Golf in Veneto”, con l’obiettivo di costruire un nuovo prodotto turistico su scala regionale per consentire agli oltre 14 milioni di turisti europei di fruire di un’offerta assolutamente impagabile in termini non solo di green (42 campi da golf: 12 nel trevigiano, 8 nel veronese, 6 nel padovano, 5 nel veneziano e nel vicentino, 4 nel bellunese e 2 nel rodigino) ma, soprattutto, di poterci abbinare il valore aggiunto del territorio in termini di beni artistici, paesaggistici, culturali e di un’offerta agro alimentare che è conosciuta in tutto il mondo. Il 2011 potrebbe presentarsi come il vero anno della commercializzazione: in Regione è stato previsto, da questo tipo di turismo, un indotto di 50 milioni di euro

Francesco Iannò

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