Il fascino (in)discreto delle serie TV

"Boris" la serie che parla delle serie (Foto: web)

Sempre più in voga negli ultimi anni sono le serie televisive che stanno di fatto prendendo il posto sul piccolo schermo dell’amato cinema.

La riscossa delle serie. Ogni anno gli Stati Uniti producono decine e decine di interessanti prodotti che vengono poi esportati nel resto del globo. E negli ultimi tempi anche molti altri Paesi si sono interessati a questo business, perchè è di questo che infine si tratta.

La nuova TV. Le stagioni vengono infatti vendute a suon di quattrini alle più prestigiose emittenti televisive. Il ruolo della TV è cambiato: capita non di rado che attori di fama mondiale si cimentino in questa esperienza – vedi Tim Roth in “Lie to me” – con l’intento di poter costruire una storia che ruoti attorno al proprio personaggio e alla sua evoluzione.

Una passione sfrenata. Sempre più persone sono travolte da vere e proprie dipendenze e la domanda sorge spontanea: ma perché? Vi è innanzitutto un processo di identificazione, la stessa che avviene nel romanzo e nel film. Lo spettatore si mette nei panni dell’attore e comincia a pensare e ragionare come lui. In questo modo ne giustifica tutti i comportamenti, a livello relazionale e privato, e ci si affeziona.Questione di tempo e di soldi. C’è poi la durata che oscilla dalla mezzora all’ora scarsa, perfettamente in linea con il poco tempo che al giorno d’oggi ognuno di noi ha a disposizione. Inoltre da non sottovalutare il fattore economico: le serie sono alla portata di tutti  perché non costano come un biglietto al cinema, anzi, nel web si trovano complete e totalmente gratuite. Infine ci fanno arrabbiare, sorridere, emozionare per una o più annate (o stagioni), ma potrebbero non finire mai! E questa loro immortalità ce le fa amare ancora di più.

Dall’Italia con furore. La nostra nazione ha sfornato recentemente dei veri e propri gioiellini, abbiamo già parlato su Paparazzi News di “Romanzo Criminale” e del suo successo mondiale. Ma se c’è un’altra serie nostrana da prendere in considerazione quella è “Boris”. Giunto alla sua terza serie la storia si svolge dietro le quinte di una fiction e con un’ironia tagliente e mai banale svela i meccanismi che si celano nel cosiddetto backstage. Da un attrice che deve recitare come “una cagna” per poter essere apprezzata a dovere, al direttore della fotografia che si aiuta con qualche stupefacente di troppo per rendersi “attivo” sulla scena, passando per uno stagista che viene “schiavizzato” dal suo collega,  “devi star muto!!!” gli si dice ogni qualvolta che apre bocca. E poi molto altro fino ad arrivare al portafortuna del regista Rene Ferretti (quello della pubblicità con la Hunziker e John Travolta per capirci) che da anche il nome alla serie, il pesciolino Boris, che porta sempre con sé. Dopo il grande successo su Fox, il passaparola in Internet, arriverà a breve l’omonimo film, già attesissimo dai fan. E, come ogni buon scherzetto, non poteva che uscire il 1 Aprile.

Boris Puggia

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