Il discorso del re sbanca la notte degli Oscar

Christian Bale, Natalie Portman, Melissa Leo e Colin Firth (fonte: web)

L’Academy Awards consegna gli Oscar 2011 e gli scommettitori incassano: tutti i maggiori premi sono andati esattamente dove previsto.

Poche sorprese. E così si sapeva già che “Il discorso del re” avrebbe incassato i premi più ambiti, che Colin Firth sarebbe stato il mattatore tra gli attori, così come Nathalie Portman la migliore tra le attrici.

La tripletta del re. Unica sorpresa (nemmeno troppo sbalorditiva) è la vittoria nella categoria “Miglior film straniero” del danese “In un mondo migliore” a discapito del messicano “Biutiful” del navigato Alejandro Gonzales Inarritu, dato per favorito. Miglior film, miglior regia a Tom Hooper e miglior attore a Colin Firth. Oltre a questa tripletta invidiabile, “Il discorso del re” incassa anche un altro “pesante” premio, quello di David Seidler per la sua migliore sceneggiatura originale, con disappunto visibile da parte di Christopher Nolan, che ci ha messo 12 anni per scrivere il suo capolavoro “Inception”.

Nolan a bocca (quasi) asciutta. Il film di Nolan ha incassato, come quello di Hooper, quattro statuette, ma si tratta di riconoscimenti prettamente tecnici: miglior fotografia, il miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti visivi. Il principale rivale de “Il discorso del re” è stato invece “The Social Network” di David Fincher, che ha però incassato tre statuette, non convincendo del tutto la giuria: miglior sceneggiatura non originale, miglior colonna sonora e miglior montaggio.

Pioggia di premi. Grande vittoria (anche se annunciata) di Colin Firth: oscar meritatissimo per l’interpretazione del Principe Alberto, Duca di York, e del suo discorso alla chiusura dell’Empire Exhibition allo stadio di Wembley nel 1925, con la moglie Elisabetta al suo fianco. I problemi sorgono in relazione alla sua balbuzie, che genererà molteplici vicissitudini nella ricerca di un rimedio. Natalie Portman è riuscita a consolidare la sua carriera, dopo anni di varie gavette e versatili interpretazioni, aggiudicandosi l’oscar come miglior attrice protagonista per “Il cigno nero” di Darren Aronofsky. Inoltre (un grande) Christian Bale e Melissa Leo hanno vinto come migliori attori non protagonisti per “The fighter” di David O. Russell.

L’Academy non fa per l’Italia. Sarebbe stato onorevole anche solo riuscire a passeggiare sul tappeto rosso hollywoodiano, ma questa è un’impresa che non riusciamo a mettere a segno da diversi anni. La candidatura era stata tra l’altro inizialmente ottenuta da Paolo Virzì con “La prima cosa bella”, ma il film non è riuscito ad approdare poi alla fase finale. Insomma ogni anno non si verifica quel cambio di rotta da parte del cinema italiano che potrebbe segnare il salto di qualità: sembra quasi che ogni anno in Italia vengano prodotti sempre gli stessi film. Nonostante autori che stanno comunque concretizzando un loro stile e un livello intellettuale invidiabile, sembra sempre più complicato creare qualcosa da vendere all’estero come merce appetibile. Ma, come ogni anno, speriamo nel prossimo.

Francesco Iannò

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