“The Fighter” e l’infinita lotta per la vita

Christian Bale e Mark Wahlberg, i due protagonisti del film (fonte: web)

Caino e Abele sono pugili e vivono nel Massachusetts, precisamente a Lowell. Solo che hanno nomi diversi.

Lotta per la vita. David O. Russell ci vuole raccontare di loro, del complesso rapporto che li lega e dell’imponente desiderio di entrambi di ottenere una rivalsa nella vita ottenuta con i guantoni. “The Fighter” è uno sporco ritratto di due fratelli lottatori macchiato da superbia e invidia, droghe e violenza, ma anche dalla presenza della redenzione, il cui barlume non è mai troppo lontano, né troppo vicino. Il film ha collezionato ben sette nomination agli Oscar 2011, portando a casa due statuette meritatissime: miglior attore non protagonista (Christian Bale) e migliore attrice non protagonista (Melissa Leo).

La storia. Dickie e Micky Ward sono due fratelli, entrambi pugili. Vivono a Lowell, dove Dickie, il maggiore, è divenuto una sorta di leggenda vivente per aver mandato al tappeto Sugar Ray Leonard. Il pugile, adagiatosi nel suo ruolo di eroe pubblico, ha però imboccato la via della droga e ora passa le giornate a fumare crack ed è sempre meno lucido ogni giorno che passa. Ciononostante Dickie non vuole smettere di essere l’allenatore di Micky, che ha da poco intrapreso la carriera professionista. Alle spalle del neo-pugile c’è una vera e propria impresa familiare: non solo Dickie, ma anche la madre Alice, che pretende di essere la sua manager, organizzando per lui numerosi incontri. A fare da cornice c’è la tribù di sorelle che spalleggiano apertamente Dickie, ogni cosa faccia. Micky viene mandato allo sbaraglio in un incontro contro un pugile di peso superiore e da lì cresce pian piano il desiderio di staccarsi da una famiglia che lo sta mettendo sempre più sotto pressione. La sua reputazione, poi, lo ha marchiato addirittura come “trampolino” per gli altri. Sarà l’incontro con la barista Charlene a offrire un ulteriore impulso a Micky, che ha sempre più le idee chiare. Ma non sarà un percorso facile e, forse, non sarà neanche quello giusto. Nel suo futuro, però, c’è la cintura di campione dei pesi Welter.

Un vero trasformista. Per dare vita a Dickie è dimagrito quasi fino alle ossa: cosa che ci fa ricordare un altro suo sacrificio per ottenere la parte ne “L’uomo senza sonno” (2004, di Brad Anderson). Stavolta Bale va addirittura oltre: non solo il suo corpo incarna il logoramento derivato dall’uso delle droghe, ma il suo sguardo rispecchia tutto il disperato bisogno di essere apprezzato per quello che avrebbe potuto essere e non è stato nella vita. Ray Sugar Leonard è stato davvero mandato al tappeto oppure è scivolato sul ring? Sono in tanti a sospettarlo. Ecco perché quell’apprezzamento lo cerca nel fratello Micky, per permettergli di arrivare dove lui non è mai arrivato per essersi adagiato sugli allori, tra i fumi del crack.

Ring di casa. E poi c’è lei, Melissa Leo, la madre. Personaggio forte, la cui ombra è imponente, talvolta inquietante su tutti i membri della famiglia. Mette la figura del padre in ombra e decide sulle sorti di tutti, tranne di Dickie, unico veramente libero per il quale lei si dispera ogni volta che lo vede “fatto” di crack. “The Fighter” racconta, quindi, la lotta che avviene all’interno di un ring diverso dal solito, un ring racchiuso da mura domestiche, dove tutti, chi prima e chi dopo, vengono messi alle corde. La decisione di Micky di staccarsi da Dickie provocherà reazioni a catena all’interno della famiglia, ma la cosa bella è che sarà proprio l’amore fraterno a vincere. Mark Wahlberg fa la parte di un inadeguato Micky, insicuro e oppresso. Non è la prima volta che lo vediamo in parti di eroi sofferenti (vedi “Max Payne”, 2008 di John Moore). In “The Fighter” si trasforma, però, attraverso una formazione di proustiana memoria, nel numero uno. E il bello è che è tutto vero.

Francesco Iannò

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

About admin