Max Pezzali, fan in tripudio alla Fnac di Verona

Max Pezzali alla Fnac

Max Pezzali alla Fnac (fonte: web)

L’eterno ragazzo diventato adulto. Se si pensa a Max Pezzali tornano alla mente le cassettine che si usavano un tempo, infilate nell’autoradio a palla mentre si gira senza meta per la città. Lunedì scorso Max ha incontrato i suoi fan alla Fnac di Verona.

Evergreen. Canzoni come “La dura legge del gol” o “Come mai” cantate a squarciagola sotto la doccia o nella propria cameretta con il pensiero che va alla ex fidanzata piuttosto che alla propria squadra di calcio del cuore.

Attesa tra i fan. Quasi 200 persone lo hanno atteso lunedì pomeriggio. Perché Max Pezzali non è uno qualsiasi. Con gli 883 ha raccontato storie di un’intera generazione che era stata per così dire “dimenticata” dai cantautori nostrani. Un successo inaspettato agli esordi – era il lontano 1992 – con oltre sei milioni di dischi venduti.

Il ragazzo di sempre. Cappellino, camicia e jeans immancabili. Il cantautore pavese – un motociclista che ascolta metal ma ama scrivere ballate romantiche – è già al quinto album solista, terzo in studio. Dopo “Time out” ecco “Terraferma”. Il primo singolo estratto dall’album è “Il mio secondo tempo”, brano già ascoltato nell’ultima edizione di Sanremo, dove Max è tornato dopo una lunga pausa durata 16 anni, con una canzone dedicata al figlio Hilo nato 2 anni fa.

Giro di boa. Con i quarant’anni è tempo di svolte e bilanci. Prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni quest’ultimo lavoro affronta un punto di vista diverso e nuovo, ricco di gioie ma fatto anche di qualche rinuncia. “Allevando un figlio cominci ad essere un attimino più critico – ha rivelato il cantante in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera –, ma sempre con un fondo di ottimismo, perché sono convinto che la speranza sta proprio nei giovani”.

In tour per palazzetti. Il 30 Aprile partirà dal Palalottomatica di Roma il nuovo tour di Max Pezzali con nove date già confermate che probabilmente aumenteranno con l’arrivo della stagione estiva. Un mito, che quegli adolescenti ora cresciuti e diventati padri, ripropongono ai propri figlioletti celebrando vecchie e nuove canzoni diventate oramai leggendarie.

Boris Puggia

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