Luca Mercalli al Trento Film Festival

Luca Mercalli a Trento per parlare di clima (foto: dal web)

L’edizione numero 59 del Trento Film Festival, uno dei più prestigiosi eventi dedicati all’alpinismo e alla montagna, ha regalato tra gli altri un incontro molto speciale. Luca Mercalli, volto noto al grande pubblico per essere ospite fisso della trasmissione “Che tempo che fa”, ha voluto dire la sua su una tematica che gli sta molto a cuore.

La nuova sfida. Clima, energia, limiti delle risorse: nascerà in montagna il nuovo paradigma? Questo l’interrogativo di fondo da cui il celebre meteorologo e climatologo italiano ha iniziato la sua riflessione, con la partecipazione di David Breashears, alpinista di fama mondiale: ha scalato l’Everest, la cima più alta del mondo, per ben cinque volte.

Too hot. Considerazioni sono state fatte, venerdì scorso al festival di Trento, relativamente al surriscaldamento globale che potrebbe provocare parecchi danni. “Oggi il 50 per cento della popolazione mondiale è inurbata, se il mare salisse dovremmo domandarci come smontare Venezia per poterne salvare qualcosa”, ha esordito Mercalli. Le Alpi permettono studi specifici di grande importanza sulla materia clima. Per studiare a fondo questa tematica bisogna, infatti, misurare “il tempo che fa”. Ecco che quindi un evento significativo come il picco di calore registrato a Torino nel 2009 (sesto anno più caldo dal 1783), rappresenta una spia piuttosto allarmante.

La sala in attesa del famoso "climatologo" (foto di Boris Puggia)

Canada senza neve. Sapere che gli ultimi venticinque anni appaiono i più caldi degli ultimi cinquemila non è un’altra grande consolazione; sono tutti piccoli segnali che ci dicono che qualcosa non sta andando probabilmente nel verso giusto. I giochi olimpici di Vancouver del 2010 hanno fatto ridere i molti, oltre che preoccupare gli organizzatori, per  l’assenza di neve sul suolo canadese ed è stato necessario il trasporto via camion di neve artificiale.

Questione di CO2. Ciò che determina il caldo o il freddo sono  i livelli di CO2 presenti nell’ambiente, quando ce n’è troppo la temperatura è elevata, al contrario quando ce n’è poca fa freddo. Questo è determinato dal cosiddetto “effetto serra”. Previsioni future? Se la temperatura salirà di molto o di poco nel corso di questo secolo dipende quasi esclusivamente da noi, da tanti fattori come l’aumento della popolazione globale o da quanto petrolio e carbone bruceremo. Potremmo avere tutte estati come quella del 2003, in quel caso nel 2060 finirebbero di esistere i ghiacciai; oppure se cambieremo certe nostre abitudini potremmo stare un pochino meglio.

Senza Suv si vive meglio. Statisticamente cinque cinesi consumano quanto un americano. Quando David Breashears – anche regista e fotografo che a Trento ha presentato la mostra “Rivers of ice: vanishing glaciers of the Himalaya” ha preso la parola  ha ammesso amaramente tra le risate del pubblico “sono americano e sono quindi responsabile per il caldo presente in questa stanza”. “Le grandi rivoluzioni tecnologiche sono culturali, è la cultura che ci fa cambiare, che provoca i cambiamenti” ha affermato ancora Mercalli concludendo la sua lezione con una speranza. “Forse la cultura di montagna ci salverà, una cultura legata da sempre ai limiti e alla scarsità di risorse. Si può vivere bene e in armonia con la natura anche con qualche vincolo in più e qualche Suv in meno”.

Boris Puggia

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