“Machete” di Rodriguez, un B-movie di serie A

Lo sguardo sensuale di Jessica Alba

Lo sguardo sensuale di Jessica Alba (foto: dal web)

Avete mai visto un samurai messicano che invece della katana usa il machete? No? Beh, avete sempre il tempo per rimediare e andare al cinema a dare un’occhiata all’ennesimo spettacolo di Robert Rodriguez.

B-movie di serie A. Stiamo parlando di “Machete”, attualmente nelle sale di tutta Italia, dove l’amico fraterno di Quentin Tarantino ha sfoggiato tutta la sua classe e il suo amore per i B-movie.

Treyo, il cattivo. Robert Rodriguez tira fuori dal cilindro un pirotecnico cocktail di violenze e bellezze che vi faranno girare la testa. Cosa chiedere di più da un b-movie, quando ti si presentano davanti una Jessica Alba, una Michelle Rodriguez o una Lindsay Lohan incazzatissime e in abitini succinti?Nato da una costola di “Grindhouse – Planet Terror” (2007), dove il regista si è divertito a lanciare, prima dell’inizio del film, il finto trailer di “Machete” con un lanciatissimo Danny Treyo, il progetto è stato portato a termine solo l’anno scorso, dopo parecchi anni di gestazione. Rodriguez, infatti, stava covando da tempo l’idea di questo film, ma probabilmente stava aspettando che Treyo fosse davvero pronto a fare il salto di qualità. L’attore – nato a Los Angeles, ma di sangue messicano come il regista – ha avuto trascorsi da galeotto e nella vita ne ha fatte di cotte e di crude. Adesso però quando torna sui marciapiedi dei quartieri in cui è stato incriminato e gli viene chiesto l’autografo, prova una gioia incredibile. Tutto meritato.

La locandina del film di Rodriguez

Un'immagine del film di R. Rodriguez (foto: dal web)

La trama. Il film parla di Machete Cortez (Danny Treyo), agente federale messicano che è riuscito a sopravvivere a uno scontro col pericolosissimo boss messicano Torrez (Steven Seagal), il quale è riuscito però a uccidere sua moglie. Machete ha cercato rifugio in Texas dove viene assoldato da un uomo d’affari, Michael Booth (Jeff Fahey), per compiere un attentato al senatore xenofobo McLaughlin (Robert De Niro). Ma qualcosa va storto e viene smascherato.

Tutti contro tutti. Scoprirà di essersi infilato in un machiavellico complotto che vede lui come capro espiatorio proprio per lanciare la campagna elettorale di rielezione del senatore razzista. Oltre a questi Machete si ritroverà contro anche il capo dei vigilantes, il Tenente Stillman (Don Johnson) e il killer Osiris Amanpour (Tom Savini).

Jessica e Lindsay hot. Al suo fianco ci sono il fratello Padre Cortez (Cheech Marin) e le bellissime Luz Shè (Michelle Rodriguez), vero e proprio capo dell’organizzazione di immigrati messicani chiamata “rete”, e Sartana Rivera (Jessica Alba), giovane e seducente ufficiale della squadra anti-immigrazione che ha compreso la vera realtà dei fatti decidendo di stare dalla parte dei messicani. Oltre a loro Machete potrà contare sull’aiuto di un popolo di immigrati messicani che, nonostante le leggi avverse e il sentimento comune americano che sta prendendo sempre più una piega xenofoba, non si tireranno indietro quando c’è da cercar giustizia. A sorpresa si aggiungerà, nel finale, anche April Benz (Lindsay Lohan), la figliastra ninfomane di Booth.

Gigante buono. Il contrappunto è la condizione predominante, in questo ultimo film di Rodriguez, come del resto avviene un po’ in tutti i suoi lavori. Danny Treyo ha il corpo da cattivo: grande e grosso col ghigno ringhiante, i capelli lunghi e sempre un’arma in mano. Ha esattamente “le physique du rôle” del mostro di fine livello di un picchia duro. Il buon Robert Rodriguez ha invece deciso di fargli fare la parte del gigante buono e giustiziero. Oltre a questo, coesistono altri contrappunti stereotipati:  padre Cortez, il fratello di Machete, che nonostante i voti non scarterà l’idea di imbracciare i fucili a pompa per fare giustizia; inoltre la giovane e ninfomane April indosserà l’abito da suora per andare a uccidere il senatore McLaughlin.

Spasso a go-go. Insomma se non l’avete ancora capito è un vero spasso. Oltre a tanta azione e scene cult (tipo un Treyo lanciatissimo che in piscina si fa sia la Lohan che quella che avrebbe dovuto essere sua madre), ci sono anche tante randellate politiche lungo il confine texano, dove i ranger abbattono i clandestini come fossero cani randagi. Ma ciò che sta più a cuore al “sanguinario” Rodriguez è sia mettere il (vero) avanzo di galera Danny Treyo ad affettare cattivi razzisti, sia mostrare il suo morboso attaccamento alla meccanica di nuove armi: dopo la chitarra cannone (o anche lanciafiamme) di El Mariachi e la gamba mitra della bellissima Rose McGowan in Planet Terror è il turno di un super mitra agganciato a una potentissima Harley con cui Machete falcia i cattivi americani.

Dopo Quentin c’è Robert. Dove finisce il pulp di Quentin Tarantino comincia quello di Rodriguez, e come dice Boris Sollazzo: “Laddove Quentin ti strizza l’occhio, Robert te lo fa nero”. Ma oltre a saper “fare” violenza, c’è anche tanta bellezza e ci delizia con Jessica Alba, Michelle Rodriguez e Lidsay Lohan (e Treyo se le passerà tutte, da non credere). Altra e non ultima cosa memorabile è vedere giganti dei film action come Steven Seagal e Don Johnson fare la parte di cattivi oversize in piena ironia verso se stessi, divertendosi e divertendo (assai) gli spettatori. Insomma un B-movie da serie A.

Francesco Iannò

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