Altro che nozze reali: la festa è orange!

L'onda orange per la "Festa della Regina" (foto di Federico Finotti)

Quando l’attenzione mediatica mondiale era concentrata sul matrimonio reale inglese tra William e Kate, dall’altra parte della Manica, precisamente in Olanda, si teneva il Koninginnedag.

Un giorno da re. Questo impronunciabile nome significa letteralmente “il Giorno della Regina”. E’ la festa nazionale olandese, che si celebra nelle principali città dei Paesi Bassi il 30 aprile di ogni anno, per ricordare l’anniversario di nascita della Regina Giuliana.

Orange. Nonostante quest’ultima sia defunta nel 2004 e la sua erede, la Regina Beatrice, compia gli anni in gennaio, il Koninginnedag è rimasto un appuntamento fisso dell’ultimo giorno di aprile anche per motivi climatici. Per celebrare l’evento la gente affolla strade, piazze e canali, indossando tassativamente qualche cosa di arancione, il colore tradizionale della monarchia olandese.

A spasso per le vie di Amsterdam (foto di Federico Finotti)

Minigonne e coroncine kitsch. Chi ha avuto l’occasione, come chi sta scrivendo, di partecipare al Koninginnedag di Amsterdam, non può che rimanere impressionato. Non esiste in Europa una festa nazionale simile. La follia arancione, l’”Oranjegekte”, che comincia lentamente, ma progressivamente qualche giorno prima, contagia tutti. Parrucche, cappelli da cowboy, occhialoni, e ancora boa, coroncine kitsch, introvabili magliette vintage, minigonne e body fanno da leitmotiv a un mega street party.

Basta poco … Ma l’elemento principale è l’energia e la voglia di divertirsi che trasmette la gente. Gente che accorre da tutta Olanda e non solo per fare festa. E quando gli olandesi decidono che è giunto il momento di fare festa liberano i freni inibitori come pochi.

Incontri ravvicinati … Mi è capitato di ritrovarmi avvinghiato da ragazze a cui avevo abbozzato un timido “ciao”, improvvisare con altre balletti quasi “hard”, o ricevere bicchieri di birra gentilmente offerti da persone che mi stavano accanto semplicemente per cantare con loro incomprensibili canzoni popolari olandesi. Sinceramente non so come ho fatto a tornare a casa intero! Ma tutto è bene quel che finisce bene e soprattutto: “Viva la regina!”.

Dal nostro inviato in Olanda Federico Finotti

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