Da Venezia a Roma e ritorno

I leoni davanti alla sala grande

E’ un dato di fatto. In Italia e nel mondo continua ad ampliarsi il programma di appuntamenti e rassegne filmiche. Per cinefili doc, giornalisti e osservatori (s)passionati tirare le somme e fare il punto della situazione diventa sempre più difficile davanti a questa offerta per così dire caleidoscopica .

Le stagioni cinematografiche si confondono l’una con l’altra e diviene sempre più azzardato scegliere un momento, coincidente magari con un evento importante come la mostra del cinema di Venezia, per guardarsi attorno e fare un resoconto. Allora, possiamo scegliere proprio questi giorni particolari, a quasi un mese dalla mostra del Lido e con la rassegna romana alle porte, per gettare uno sguardo perlomeno al panorama italiano e vedere come se la stanno cavando i nostri autori.

A Venezia non è andata benissimo. I premi più importanti hanno visto il trionfo di coproduzioni straniere come “Lebanon”, opera francese, tedesca ed israeliana diretta da Samuel Maoz, che si è aggiudicata il Leone d’Oro come miglior film, mentre il regista Shirin Neshat, con il suo “Women without men”, si è portato a casa il Leone d’Argento per la miglior regia. I quattro film italiani in concorso hanno permesso appena a Ksenia Rappoport di aggiudicarsi la Coppa Volpi, per la sua interpretazione ne “La doppia ora” di Giuseppe Capotondi, mentre Jasmine Trinca con “Il grande sogno” di Michele Placido, si è guadagnata il premio Mastroianni come miglior attrice emergente.

Una magra consolazione. Soprattutto in virtù delle grandi aspettative che si erano create alla vigilia per questi due film e per le altre produzioni italiane. Se infatti l’anno precedente erano state rivolte critiche, neanche tante velate, per l’eccessivo numero di film italiani in concorso, quest’anno sono stati presentati “solo” quattro lungometraggi nostrani, caratterizzati però da grandi aspirazioni e commenti incoraggianti.

La splendida jasmine Trinca al Lido (Fonte: dal web)

Eppure non tutto il male viene per nuocere. Il successo che “Baaria” sta riscuotendo in questi giorni al botteghino ne è la prova. Non è un caso che questo titolo sia ora in lizza per la candidatura italiana all’Oscar per il miglior film straniero, visti gli oltre due milioni di incasso raccolti nella prima settimana di proiezione nelle sale.

La nota più negativa arriva da “Lo spazio bianco”. la pellicola di Francesca Comencini, oltre a non essere stata premiata a Venezia, sta avendo serie difficoltà a incontrare anche i gusti del pubblico. E’ d’obbligo però concedergli l’attenuante che si tratta di un adattamento dall’omonimo libro e come tale va incontro a problemi di natura tecnica che non sempre possono essere risolti.

Ora, a pochi giorni dall’inizio del Festival Internazionale del Film di Roma abbiamo tre produzioni italiane nella selezione ufficiale del concorso. “Alza la testa” di Alessandro Angelini, “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti e “Viola di mare” di Donatella Maiorca. A tutti loro non può che andare il nostro miglior augurio di raccogliere gloria e successo ma a ciò si aggiunga che, comunque vada, il premio più importante è quello che il pubblico indirettamente conferisce agli autori.

Capita a volte che proprio il successo di pubblico risollevi le sorti di un prodotto non apprezzato inizialmente dalla critica. Con ciò nulla si vuole togliere alle valutazioni dei giudici e degli esperti, ma non va dimenticato che l’arte in generale ed il cinema in particolare sono patrimonio di tutti. Pubblico in primis.

Roberto Carrisi

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

About michele iannibelli