La Traviata non tradisce, spettacolo in Arena

Un momento del II atto (Foto Ennevi)

Comunque vada sarà un successo. E così è stato anche quest’anno.

Classico. Si è inaugurata la sera del 17 giugno 2011 all’Arena di Verona, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, La Traviata di Giuseppe Verdi. Protagonisti della vicenda sono Violetta Valery ed Alfredo Germont, interpretati dal soprano Ermonela Jaho e dal tenore Francesco Demuro.

Eros e Thanatos. Il soprano ha reso bene i molteplici risvolti del personaggio, assai complesso, modulando con sapienza la voce secondo registri che procedono dal leggero al drammatico. Infatti i tre atti di cui è costituta l’opera si possono considerare tre fasi drammatiche della vita della protagonista: amore, sacrificio, morte.

La vicenda. La storia di Violetta è ispirata ad una vicenda vera di una fanciulla ventitreenne, Alphonsine Duplessis, celebre mantenuta protagonista di tante notti parigine di metà Ottocento. Lo scrittore Alexandre Dumas figlio ne ricava un romanzo e una riduzione teatrale, rappresentata nel 1852 a Parigi. Verdi avrà modo di vederla e ne rimane folgorato. La storia è scandalosa.  Il musicista di Busseto, allora quarantenne, avrebbe ritrovato delle affinità con la sua condotta di vita,  anch’essa motivo di pettegolezzo per la convivenza  con Giuseppina Strepponi. Il librettista Francesco Maria Piave si incarica di curare il testo dell’opera che, un anno, dopo sarà ultimato.

Dal terzo atto (Foto Ennevi)

La maturazione. Verdi imprime al personaggio di Violetta un carattere molto moderno, tale da far pensare ad un’opera pre-verista. I sentimenti si dipanano incalzanti, spesso a ritmo di 3/8, come il celeberrimo brindisi con coro “Libiamo nei lieti calici” o come il duetto cantabile Violetta-Alfredo “Un dì felice eterea”. La vicenda procede rapida con l’evoluzione di Violetta che, da ragazza folleggiante (la cabaletta “Sempre libera degg’io/folleggiar di gioia in gioia”) si lascia alle spalle la sua vita di piaceri per un vero amore, quello di Alfredo Germont. Da quel momento la fanciulla si trasforma: abituata a ricevere doni da tutti e ad assaporare le gioie della vita, si fa ella stessa dono rinunciando al grande amore, su pressione del padre di Alfredo, preoccupato di vanificare il matrimonio d’interesse della figlia.

Il finale. La storia si conclude con il sacrificio di Violetta, ormai vinta – come la Silvia leopardiana – da una malattia che al tempo non lasciava scampo: la tisi. L’allestimento areniano sposta la storia al 1890, coincidente con la rinascita del mondo industriale, per conferire maggiormente un’immagine di modernità. Lo scenografo argentino Hugo de Ana ha concepito una scena occupata quasi integralmente da grandi cornici svuotate dagli specchi smontati. La connotazione è fortemente simbolica e vuole rinviare al mondo materiale, caratterizzato dalla decadenza dei sentimenti. Corruzione che il sacrificio di Violetta saprà riscattare.

M.S.

Le repliche areriane de La Traviata saranno il 2,12,16,21,28 luglio ed il 4, 11 agosto.

Nel ruolo di Violetta si alterneranno Ermonela Jaho, Lana Kos e Inva Mula, nella parte di Alfredo Francesco Demuro e Francesco Meli, in quella di Giorgio Germont vi saranno Vladimir Stoyanov, Gabriele Viviani ed il debuttante in Arena George Gagnidze.

Direttore : Carlo Rizzi, Julian Kovatchev

Regia, scene, costumi e luci: Hugo de Ana

Coreografia: Leda Lojodice

 

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Tel. 045 800 5151

e-mail: biglietteria@arenadiverona.it

call center 045 800.5151 – www.arena.it

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