Lo show dei Gogol Bordello a Villafranca

I Gogol Bordello al Castello di Villafranca (foto di Boris Puggia)

Danze e ritmi gitani scuotono il Castello.

Folk-hip hop? I Gogol Bordello hanno offerto un vero e proprio show a Villafranca facendo scatenare tutta “la familia”, così chiamano i loro fan, per la tappa veronese del tour. Due ore in cui si è ballato, cantato e si è pure sudato. Una band che non ti lascia fermo un minuto, che ama far festa divertendosi e facendo divertire con reggae, punk, hip hop, e folk.

Mix multietnico. Questi sono i Gogol Bordello, formazione multietnica formata da un mix di otto elementi provenienti da tutto il mondo: Ucraina, Russia, Israele, Etiopia, Scozia, Stati Uniti ed Ecuador. La loro è una musica che mescola musica tradizionale dell’est europeo a quella sudamericana, con aggiunte di suoni arabi e anche un po’ di Italia. Si perché Eugene Hütz, leader e anima del gruppo, in seguito all’esplosione di Cernobyl è stato costretto a fuggire dall’Ucraina suo paese natale e ha vissuto per alcuni anni nel nostro Paese, prima di migrare negli Stati Uniti. Da lì la sua fortuna con la nascita dei Gogol Bordello che dopo una breve gavetta hanno avuto il successo mondiale che meritano.

A zonzo per l’Europa. Si è concluso così il mini tour italiano. Quattro serate elettrizzanti, Rimini, Milano, Bari e Verona, con quest’ultima che è anche la data di fine tour. I concerti dei Gogol riprenderanno tra un mese circa da Amsterdam per proseguire con Vienna e poi via verso gli Stati Uniti.

Trans-Continental Hustle. Questo il titolo del loro ultimo album dal quale sono state proposte “Pala Tute”, singolo che hanno mixato con “La Isla Bonita” nel 2007 facendoli duettare niente popo di meno che con Madonna durante il Live Aid a Wembley –  “My Companjera” e “Immigraniada (We Comin’ Rougher)”. Hanno suonato anche le classiche “Start wearing purple” e “Immigrant punk”, appartenenti al loro album di maggior successo “Gypsy Punks: Underdog World Strike”.

Cover amate cover. C’è anche un pizzico d’Italia. “Santa Marinella” è una canzone che parla del periodo italiano di Eugene, mentre l’album “Super Taranta”  (2007) riprende suoni a noi cari che rimandano alla tarantella. Il leader ucraino ha voluto omaggiare il nostro Paese con quello che lui stesso ha definito un idolo, Adriano Celentano, riproponendo “Stivali e Colbacco” con una cover davvero originale in stile “gypsy”. Il pubblico ha apprezzato la dedica della canzone con un lungo applauso.

Redempion Song. Facendo cantare il pubblico con una delle più memorabili hit di Bob Marley hanno infine salutato Verona e l’Italia.

Boris Puggia

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