Battiato “Up Patriots to Arms” a Villafranca

Un Battiato in gran forma quello visto a Villafranca (foto di Boris Puggia)

Tutti in piedi ad applaudire “il Maestro”.

Location perfetta per il live. La raffinata cornice del castello di Villafranca ha reso omaggio al Maestro della musica italiana, Franco Battiato,  giunto dalle nostre parti per il suo nuovo tour: “Up Patriots to Arms!”.

Il tour. Quella veronese è stata l’unica tappa veneta di questa estate. La tournee – cominciata a metà luglio da Roma nell’ambito del festival “Rock in Roma” – racchiude ventidue date spalmate su tutto lo stivale che si concluderanno a due mesi esatti dal suo inizio il 15 luglio a Torino.

Folk 2000. Si è così conclusa lo scorso 24 luglio la settima edizione della rassegna veronese Verona Folk 2011 che oltre al cantautore siciliano ha visto protagonisti artisti italiani ed internazionali come Francesco Renga, Enzo Iacchetti, Raf, Khorakhanè e Lyle Lovett.

Quarant’anni di carriera. Durante il concerto il pubblico si è scatenato cantando e ballando nonostante fossero previsti solo posti a sedere. Si è passati dall’omonimo brano che da il titolo al tour (“Up patriots to arms”, datato 1980) con cui lo spettacolo ha preso il via per proseguire con “No time no space”, “Un’altra vita”, “Tra  sesso e castità”, “Shock in my town”.

Il centro di gravità permanente. Nella seconda parte si sono sentite tra le altre “Le stagioni dell’amore”, “L’era del cinghiale bianco”, “La cura” e infine i bis con “E ti vengo a cercare” e soprattutto l’attesa “Centro di gravità permanente”. Abbiamo citato solo alcuni dei classici del Maestro che ha eseguito un totale di quasi trenta canzoni, una scaletta ampissima e dai suoni più vari.

Battiato ricambia l'affetto del pubblico (foto di Boris Puggia)

Ironia al potere. Prima del suo brano forse più amato, “La cura”, Battiato ha esclamato: “Inizia con un canto Gregoriano, potrei benedirvi!”. E al termine del pezzo ha raccontato un episodio accadutogli qualche tempo fa quando “una di quelle che fanno tv” citando una frase della canzone ne ha trasformato “vagavo per i campi del Tennessee” in “vagavo per i campi di tennis”. Alla faccia della poesia!

Uno stile inimitabile. Attento all’innovazione e con un orecchio verso i classici. Una carriera ricca  di prestigiose collaborazioni e riconoscimenti, come le tre targhe Tenco, possono solo dare un’idea dell’anima artistica che si nasconde dietro quell’eleganza casual da professore di filosofia. Lunghi applausi dei tremila presenti hanno salutato il cantautore per quello che si spera possa essere un “un arrivederci a presto”.

Boris Puggia

 

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