Ben Harper infiamma il castello di Villafranca

Il grande Ben Harper in concerto a Villafranca (foto di Boris Puggia)

Bluesman, soulman e molto altro.

Il ritorno. Dopo il concerto di tre anni fa al Castello scaligero Ben Harper è tornato lo scorso 30 luglio a infiammare il pubblico di Villafranca con uno show di oltre due ore e mezza in cui ha spaziato tra i generi a lui più cari.

Freund, l’amico. Da apripista al cantante e chitarrista americano ci ha pensato Tom Freund con il quale prima del suo esordio, avvenuto nel ‘94, avevano inciso “Pleasure and pain”.

Tra inediti e cover. Successivamente è stata la volta del grande Ben Harper. Dopo aver preso in prestito un classico del blues come “You got to move”, di Fred McDowell e Reverendo Gary Davis e rieseguita qualche anno più tardi dai Rolling Stones, ha suonato per la gioia dei suoi fan un brano non ancora pubblicato “Masterpiece”.

“Better than I deserve”. Questo è il titolo della canzone scritta e interpretata nella stessa giornata di  sabato da Harper e volutamente nella nostra città, perché “essendo questa la città di Romeo e Giulietta potrebbe essere la più romantica del mondo”. Le parole che la canzone dice, “tu sei meglio di quello che io mi meriti”, sarebbero secondo il musicista perfette per una dedica di Romeo alla sua Giulietta.

Improvvisazione al potere. Ben Harper è fatto così, se avverte un certo feeling con il pubblico può decidere d’un tratto di cambiare la scaletta aggiungendo brani e prolungando il concerto. Così ha fatto anche a Verona. Il suo essere così istintivo e senza percorsi predefiniti è una delle cose che lo rende così amato dai suoi fan cui.

The voice. Ben Harper è anche e forse prima di tutto un gran cantante. Può esibirsi anche solo attraverso questo “strumento”. Come quando, durante l’esecuzione del brano gospel “Where could I go”, ha zittito il pubblico ed è sceso con un salto dal palco per poi farsi ritrovare dopo pochi istanti in mezzo alla folla. Da li ha concluso il pezzo cantando a squarciagola e senza microfono tra gli sguardi increduli degli ottomila presenti al Castello.

Ovazione finale. Da pelle d’oca il saluto conclusivo di Harper che ha salutato tutti dicendo “questo è stato il pubblico migliore che abbiamo incontrato quest’anno!”.

Boris Puggia

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