Dario Brunori,quando la musica è passione

Dario Brunori alla Fnac di Verona (foto di Boris Puggia)

Un’onda calabra alla Fnac. Non è più una giovane promessa, Dario Brunori, che nel tempo è cresciuto e si è evoluto, ma i suoi modi di fare sembrano quelli di chi sta entrando in punta di piedi nel mondo della musica. Dopo aver vinto i premi Tenco e Ciampi per il suo esordio solista con l’album “Vol. 1”, il cantautore proveniente da Guardia Piemontese, provincia di Cosenza, è tornato con un nuovo lavoro intitolato “Vol. 2 – Poveri Cristi”.

Live acustico. Quello che ha proposto alla Fnac è stata una bella prova del suo talento. Lontano dalla sua band si è potuto esprimere come lui sa proponendo alcuni brani dell’ultimo disco come “Una domenica notte”, “Il giovane Mario” e “Tra milioni di stelle”.

Storie di vita. Rispetto al precedente “Vol. 1” marcatamente autobiografico, stavolta Brunori Sas – il cui nome deriva dalla ditta del padre in cui Dario ha lavorato per un certo periodo di tempo – racconta di storie di vita da un punto di vista esterno, quasi neutrale verrebbe da dire.

Musica è vita. “Quando si vive in un paesino di poche anime che si riempie solo per l’estate non c’è molto da poter fare” ed è così che il piccolo Dario, visto anche il suo carattere introverso, ha trovato nella musica la via di fuga che per lui era indispensabile. E così “dopo aver amato i grandi assoli dei chitarristi mi sono dedicato in questi ultimi anni alla musica cantautorale”. A seguito dei primi lavori con i Blume e i Minuta, Brunori, ha avvertito la necessità di fare qualcosa da solo ed è stato il momento di svolta per la sua carriera.

Sulla scia di Rino. In molti vedono in lui un possibile erede di un altro calabrese di spessore, il grande Rino Gaetano, ma Brunori cerca di mantenere le distanze nonostante il grande apprezzamento per il conterraneo. Ambedue hanno in comune una certa nostalgia verso il passato e l’’ironia inoltre gioca un ruolo molto importante nei loro testi.

L’amore per i classici. Alla domanda su quali artisti siano di suo gradimento Brunori senza indugi punta sulla musica italiana d’un tempo, “come quella di Ivan Graziani, tanto per citarne uno”. Ama scrivere sulla base dell’esperienza e dopo il disco ha fatto intendere che prenderà il tempo che gli serve prima di calarsi nuovamente in una nuova avventura.

Boris Puggia

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