Apre la festa del cinema di Roma

La locandina di Triage (fonte. dal web)Pronti, via ed è subito la guerra. È questo il tema scottante, spesso messo in scena in maniera spettacolare e ancor di più oggetto dei più grandi film di denuncia, che fa da apripista alla quarta edizione della rassegna cinematografica romana.

“Triage”, del regista bosniaco Danis Tanovic (premio Oscar 2002), non è una pellicola che predilige le mezze misure e mostra in tutta la sua crudezza la bestialità della natura umana. Alla fine della proiezione, lo stesso cineasta non si è risparmiato nel rincarare la dose: “Non credo nella neutralita’, ma nell’equita’. L’Onu scomparira’, come la Societa’ delle Nazioni a ridosso della Seconda guerra mondiale. Non si può essere neutrali di fronte ad uno stupro”.

Adattamento dell’omonimo romanzo scritto del corrispondente Scott Anderson, il film narra la storia di Mark Walsh (interpretato da Colin Farrell), photoreporter di guerra inviato in Kurdistan nel 1988. Nella pellicola vengono messi in scena non solo la violenza dei combattimenti ma anche l’aspetto introspettivo, i cosiddetti “danni collaterali”, sopratutto psicologici, che nel caso del protagonista divengono devastanti, influendo sulla sua vita anche quando farà ritorno in patria.

Cristopher Lee, reduce della seconda guerra mondiale e che nel film interpreta un anziano franchista, considera la pellicola come “uno dei migliori film bellici che abbia mai visto, perché non inquadra solo la guerra, ne’ dei soldati, ma un fotografo, che la guerra non la fa per mestiere, ma con coraggio”. Altri interpreti sono Paz Vega, la splendida attrice protagonista di “Spanglish”, che gli italiani forse ricordano anche per “La Masseria delle Allodole” di Taviani, e Branko Djuric, che nel 2004 ha recitato in “Amatemi” dove compare tra i protagonisti accanto a Isabella Ferrari e Donatella Finocchiaro.

Roberto Carrisi

Nella foto la locandina di Triage (fonte: dal web)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

About michele iannibelli