Mattia, quando la poesia diventa vero “Ardire”

Un autoscatto di Mattia

Un poeta-barista si potrebbe definire Mattia.

Il “Medusa Aurea”. Mattia Intersimone è un ragazzo veronese di 30 anni, che lo scorso giugno a Roma ha ricevuto dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna un attestato di partecipazione alla selezione finale della 34esima edizione del trofeo “Medusa Aurea”, per la categoria poesia inedita.

Cuori su tela. L’intervista ha sede sui divanetti rossi del pub American Gigolò a Bussolengo, dove Mattia lavora la sera. Tra l’altro proprio in questo locale espone una collezione di opere di sua produzione, tecniche miste su tela ritraenti cuori.

Ardire poetico. Il tipo è molto eccentrico. Lo sguardo trasognato col quale mi fissa e l’accentuata gestualità con cui accompagna i suoi discorsi sono solo dettagli, che passano in secondo piano se si considera ad esempio che le unghie dei suoi piedi sono colorate con smalto fluorescente. Non a caso le poesie che gli sono valse il riconoscimento sono alquanto eccentriche; “Cosmo” “Ardire” e “Dimmerda”. Titoli che non lasciano spazio a dubbi riguardo i contenuti trattati. Ecco qui di seguito l’intervista:

L’ultimo è veramente brutale. Perché proprio “Dimmerda”?

Perché “di merda” mi sembrava volgare, mentre “dimmerda” non esiste sul vocabolario e riesce ad esprimere meglio quello che ho voluto dire. Ho voluto rappresentare il mondo a me circostante. Quando ho scritto la poesia ero in un momento di profonda lucidità e così mi sono affacciato alla finestra della vita. Lì ho pensato alla gente, che è sempre più avida di rifiuti materiali che ci inquinano la mente, facendoci diventare materialisti, egoisti e superficiali nei confronti della vita.

In Cosmo usi spesso ossimori estremi, tanto quanto estrema è la visione finale del cosmo come vecchio defecante logorato. Come mai ti è venuto in mente di definirlo in questa maniera?

Ho usato il termine defecante per riferirmi alla Terra, perché secondo me la Terra è la feccia dell’Universo.

Ardire è dedicata a qualcuno in particolare?

Ardire è dedicato all’Amore. Non mi sento di dire altro.

Progetti futuri?

L’unico progetto che ho è quello di dare valore alla mia firma.

Intendi diventare famoso?

Sì.

Parteciperai a qualche altro concorso poetico?

Ci sto pensando. Intanto ho ripreso a dipingere quadri, di notte, dopo il lavoro.

Concludendo quest’intervista mi sento di descrivere Mattia Intersimone come un individuo alquanto bizzarro, ma pur sempre talentuoso.

Federico Finotti

Qui di seguito la poesia “Ardire” di Mattia Intersimone:

ARDIRE

Tra tutti i miei fallire,
seppur non sono perfetto,
rivolgo a te il mio ardire,
lo tengo stretto-stretto,
lo vorrei sciorinare,
avvolto in mezzo al petto
non riesce a urlare.

Celato al munifico ascolto,
brama farsi sentire,
per un flutto al tuo volto,
ancora lo provo a dire:
seppur non son perfetto,
seppur so di aver sbagliato,
lo scrivo e lo ammetto,
ti ho veramente amato.

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