Underworld – Il risveglio: il ritorno di Selene

Un wallpaper di "Underworld-Il risveglio" (fonte: web)

“Underworld” è una di quelle saghe che possono solo piacere o essere odiate, difficile trovare una via di mezzo. La ragione probabilmente risiede nel fatto che tutti i film raccontano la storia di un solo personaggio, Selene: gelida, dallo sguardo magnetico e le capacità soprannaturali, un’eroina che ha raccolto l’eredità delle bad-girls di fine anni Novanta ritemprandole in una veste sensuale e provocante, stagliata su uno sfondo gotico e moderno, a tratti quasi delirante.

Una provocante Beckinsale. La splendida Kate Beckinsale torna a vestire i panni della micidiale agente di morte dei vampiri, dopo quasi sei anni da “Underworld – Evolution” e quasi tre dal prequel “Underworld – La rivolta dei Lycan”. Qualche maligno di certo non mancherà di commentare come, dopo le parti avute in “Whiteout” e “Stanno tutti bene”, film che non hanno certo riscosso un successo eccezionale, l’attrice britannica sia tornata alla corte dei vampiri per salvarsi la carriera. La verità è che la Beckinsale è soprattutto Selene ma non va dimenticato che, quasi in concomitanza alle riprese del nuovo “Underworld”, ha lavorato anche in “Contraband” di Kormàkure, in uscita quest’anno. Quindi la sua carriera appare più che in salute.

La seconda chance di Wiseman. Di certo, chi è stato felice di ritrovarla sul set è il giovane regista, Len Wiseman, il quale ha diretto solo i film di “Underworld” e l’ultimo Die Hard “Vivere o morire”. Storia ambigua quella di Wiseman, partito come “trovarobe” sui set di “Stargate” e di “Indipendence Day”. Il ragazzo californiano aveva bruciato le tappe dirigendo alcune pubblicità per la Playstation e videoclip musicali, arrivando improvvisamente a dirigere il primo film della saga nel 2003, quando aveva appena trenta anni. Poi qualcosa sembra essersi ingrippato nel sistema e Wiseman sembrava destinato a rivelarsi una meteora, prima di ottenere questa nuova produzione, alla quale dovrebbe seguire il remake di “Atto di forza”. Staremo a vedere.

Una trama povera. Va precisato che, a onor del vero, all’uscita dalla sala, dopo aver visto il film, pieno di effetti speciali e colpi di scena come al solito, si ha la netta sensazione che si potesse fare di più. L’azione è travolgente e le scene di combattimento sfidano la gravità, come è attendibile da una pellicola del genere. Purtroppo il tutto finisce troppo in fretta, la trama si dipana disordinatamente e poi si scioglie in poche scene spettacolari. La storia lascia molto in sospeso, il che fa pensare ancora ad altri seguiti ma di certo gli appassionati avrebbero gradito un pò più di carne al fuoco.

Selene in fuga con la figlia. Il mondo ha scoperto l’esistenza di vampiri e Lycan gli da la caccia. Selene e Michael cercano di fuggire ma finiscono per essere catturati e criogenizzati. Selene si risveglia dopo 12 anni e fugge dal centro ricerche dove era prigioniera, ritrovandosi nel futuro e scoprendo di avere una figlia, dai poteri molto particolari. La piccola viene di nuovo catturata e Selene è costretta a tornare al centro ricerche per liberarla. In quel frangente fa un’altra scoperta eccezionale, grazie anche all’aiuto di un detective in cerca di vendetta.

Roberto Carrisi

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