Il tramonto di Kodak e delle vecchie pellicole

David Hemmings, il fotografo protagonista in "Blow Up" di Michelangelo Antonioni (fonte: web)

Kodak: un grande marchio che presto resterà solo un bel ricordo. La richiesta dell’azienda di applicare le procedure fallimentari americane in caso di bancarotta segna definitivamente la fine di un’epoca in cui questo gigante di 131 anni ha vissuto a fasi alterne. Era già da tempo che questa “big” dell’industria mondiale barcollava vicino l’orlo del precipizio. Talvolta guardando giù, ma soprattutto indietro, Kodak non ha mai saputo innovare veramente, ben sapendo che l’era della fotografia analogica sarebbe tramontata presto.

Le pellicole non possono vincere contro le reflex. Fino alla fine questa grande corporation, ingrandita a dismisura e governata da vecchi burocrati, ha deciso di puntare sulle pellicole, nonostante chi praticasse fotografia a livello avanzato si fosse ormai innamorato delle reflex digitali.

Un monopolio che verrà soffiato da Fujifilm. Citigroup per ora ha concesso una boccata di ossigeno da ben 950 milioni di dollari, che consentirà a Kodak di seppellirsi dignitosamente, svendendo nel frattempo il suo portafoglio di 1100 brevetti che possiede. Può dormire invece sonni relativamente tranquilli la rivale di sempre Fujifilm, che da vent’anni combatte aggressivamente per soffiare a Kodak il monopolio di questo mercato.

Il touchscreen è il futuro, e il futuro paga. Fujifilm conta da sempre su un team giovane e aperto alle innovazioni. Consapevole che la pellicola sarebbe sparita presto dai corpi macchina di tutto il mondo, ha deciso di applicarne le complesse tecnologie ad altri settori produttivi, come quello dei touchscreen, totalizzando sempre utili.

Il ricordo di Kodak, come una vecchia fotografia. Kodak si è sempre adagiata sulla sicurezza di fornire un prodotto di altissima qualità e amato da molte persone, tagliando i costi in eccesso per fare profitti, invece di investire in ricerca e sviluppo come gli agguerriti dragoni di Fuji. Kodak probabilmente sarà una delle ultime multinazionali, dopo Blockbuster, a fallire a causa delle nuove tecnologie che hanno cambiato radicalmente il modo di produrre e consumare negli ultimi vent’anni. Ora ne resterà solo un ricordo che si sbiadirà nel tempo come una vecchia fotografia.

Tiziano Gregory Perugini

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