Millennium: Fincher ripensa l’opera di Larsson

Character poster del film "Millennium" (fonte: web)

A quasi tre anni di distanza dalla pellicola di Niels Arden Oplev, che non ha riscosso il successo sperato, ritorna sul grande schermo l’opera letteraria di Stieg Larsson, “Uomini che odiano le donne”, prima parte della trilogia “Millennium” che ha venduto oltre 20 milioni di copie ed è stato tradotto in 25 lingue diverse.

Nel 2008 era stata la danese Yellow Bird a bruciare tutti sul tempo, acquistando i diritti e stanziando immediatamente 500 milioni di euro per la produzione di tutti e tre i film, producendo la prima parte già l’anno dopo. Ora, Hollywood si affida all’esperienza del regista David Fincher, già comprovato maestro del genere poliziesco moderno, autore di “Seven” e “Zodiac”, per adombrare la produzione europea. Si tratta sicuramente di un cineasta che ha imparato a giocare con la suspense, avendo lavorato agli effetti visivi di “Guerre stellari – Il ritorno dello Jedi” e di “Indiana Jones e il tempio maledetto”, per non parlare delle altre sue regie, come quella di “Alien” o di “Fight Club”. Dopo aver avuto modo di sperimentare qualcosa di nuovo, con il suo “The Social Network”, dal quale ritrova la splendida Rooney Mara, ora il regista americano sembra essere ritornato al suo genere preferito.

Per quanto concerne il cast, oltre a Rooney Mara, che vestirà i panni della tatuata hacker ribelle, il film punta sull’espressività dai contorni duri di Daniel Craig (lo 007 di “Casino Royal”) per interpretare l’altro protagonista, lo zelante giornalista alla ricerca della verità. Questo nuova uscita sembra avere dunque tutte le carte in regola per riempire la grande sala, tuttavia non va dimenticato che, come tutti gli adattamenti cinematografici, andrà incontro anche al duro esame dei fan della saga letteraria che, sempre tre anni fa, reagirono malamente ad alcune scelte estetiche dell’allora regista Oplev. Questo però è un rischio inevitabile, che non ha mai risparmiato nessuno degli incroci fra letteratura e cinema, basti pensare alle feroci critiche che furono rivolte dalla “Società Tolkeniana” nei confronti della versione cinematografica de “Il Signore degli Anelli”, che comunque non impedì al lungometraggio di raccogliere diverse nomination e portare a casa degli Oscar importanti. In altre parole, per David Fincher è un’uscita accompagnata da qualche dubbio intrinseco alla natura del film stesso, dubbi che potrebbero essere dissipati dalla prima sentenza del botteghino.

Trama: Il giornalista Mikael Blomkvist (Daniel Craig), è noto per il suo impegno e abnegazione al lavoro, soprattutto quando si tratta di scoprire la verità, il che lo ha portato alla celebrità ma anche ad una condanna per diffamazione. La sua fama lo porta ad essere contattato da Henrik Vanger, potente industriale svedese, che gli chiede di indagare sulla scomparsa misteriosa della giovane nipote, avvenuta quarant’anni prima. Nell’indagine, Mikael si avvarrà della collaborazione di Lisbeth Salander (Rooney Mara), investigatrice ed esperta informatica, dal fosco passato. I due hanno caratteri contrastanti ma in breve constateranno che hanno bisogno l’uno dell’altro per scoprire che cosa si nasconde dietro al caso di Harriet Vanger.

Roberto Carrisi

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