Edipo e magia nel libro di Amelie Nothomb

Amelie Nothomb alla Feltrinelli di Verona (foto: Boris Puggia)

Ventesimo libro in venti anni di carriera, perfetta media di un libro all’anno. La parsimoniosa scrittrice in questione è nientemeno che la cosmopolita Amelie Nothomb,  ospite della Feltrinelli a Verona che l’ha accolta in una gremitissima sala.

Una collezione di libri segreti. “In realtà sono 75 i libri scritti nel corso di questi anni ma non tutti devono arrivare al grande pubblico, preferisco tenerne alcuni per me” ha affermato l’autrice al suo arrivo. Caparbia nel mantenere ferrea questa sua volontà, l’artista ha voluto specificare che anche nel suo testamento ha scritto che non potranno mai essere pubblicati.

Una vita in giro per il mondo. Figlia di un ambasciatore e appartenente ad un’antica e nobile famiglia belga la Nothomb non si è mai fermata un istante. Dopo l’infanzia in Giappone dove è nata, si è mossa in continuazione per via della professione del padre: Cina, Laos, Bangladesh e Birmania con una parentesi negli Stati Uniti. A 17 anni la prima visita in Europa e nel suo Belgio dove si è laureata in filologia classica. Dopo una breve permanenza in Giappone oggi vive tra Bruxelles e Parigi.

Uccidere il padre”, tra magia e il mito di Edipo. Questo il titolo della sua ultima opera, ambientata negli Usa tra i bar di Reno, i casinò di Las Vegas e il Burning Man, il festival più folle degli Stati Uniti. Al giovane Joe piace intrattenere la gente con i suoi piccoli trucchi di magia nei locali di Reno. Un giorno però la sua vita cambia all’improvviso quando incontra il più celebre dei maghi, Norman Terence. Quest’ultimo diverrà suo maestro e tra i due nascerà un rapporto molto speciale che avrà risvolti decisivi sul suo passato.

Il mondo della magia vissuto per davvero. A Parigi la Nothomb ha frequentato veramente il mondo dei maghi, tra questi anche alcuni americani con cui lei stessa ha fatto pratica come “donna tagliata a metà”, uno dei numeri più spettacolari che si possa vedere sul palcoscenico. L’autrice ha avuto un debole per i maghi d’oltreoceano: “Sicuramente i migliori al mondo”, dice entusiasta.

Dubitate sempre della realtà”. Magia, legame parentale e amore adolescenziale. Sono questi tre gli elementi importanti su cui ruota il romanzo. “La scrittura – sostiene la Nothomb – ha lo scopo preciso di far dubitare della realtà, per questo motivo è stata presa in prestito la magia”.

Una vetrina per protagonisti bizzarri. “Se sono grandiosi i miei protagonisti meritano nomi grandiosi – spiega la Nothomb -. A volte prendo nomi vecchi e mi piace inventarne alcuni. Ci ho messo pure Lucky Luke”.

E il nuovo romanzo è già quasi pronto. La Nothomb non ha voluto anticipare nulla sul suo prossimo lavoro perché preferisce creare un po’ di suspance. Per una che ha venduto più di due milioni di libri ed è tradotta in 45 diversi paesi siamo sicuri che ancora una volta sarà un successo.

Boris Puggia

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