Free Hugs: anche a Verona abbracci gratis

Alcuni ragazzi del gruppo Free Hugs Verona dispensano abbracci (fonte: larena.it)

Avete mai sentito parlare di quel fenomeno denominato Free Hugs (abbracci gratis)? Si tratta di qualcosa di importato, come dice lo stesso nome in inglese, e più precisamente proviene dall’Australia. Il fenomeno è nato nel 2004 e da allora si è creato un vero e proprio movimento mondiale formato da persone che liberamente dispensano abbracci in tutte le piazze del pianeta con il solo scopo di condividere un’emozione positiva per portare un sorriso, un raggio di luce in questo periodo di difficoltà.

Free Hugs c’è anche a Verona. Anche a Verona si è creato un piccolo movimento Free Hugs e tra chi ha partecipato ai primi incontri c’è anche il nostro giornalista Federico Finotti, che ha voluto, in prima persona, descrivere la sua esperienza.

Domenica 12 Febbraio io e un gruppo di ragazzi ci siamo ritrovati nel pomeriggio sotto la famosa costa di balena alle porte di piazza Signori, a Verona. Michele Romanini, 34enne informatico veronese, la “mente” dell’iniziativa, aveva proposto l’idea sul sito internet www.couchsurfing.org e io ho voluto dare la mia adesione perché fondamentalmente sono sempre stato curioso di sperimentare quello che Free Hugs potesse donare sia agli altri che a me stesso. Avrei voluto vedere, quindi, l’effetto del mio gesto.

Attrezzati di cartelli, che recavano la doppia dicitura “Free Hugs – Abbracci Gratis”, una volta rotto il ghiaccio abbiamo incominciato ad abbracciare un numero imprecisato di persone. Dai più giovani ai più anziani, senza distinzione di sesso, cittadinanza, credo politico o religioso. Domandavo abbracci a chi incrociavo sulla mia zona di presidio, oppure sorridendo mi dirigevo a braccia aperte verso le persone, mostrando il cartello che motivava il mio atteggiamento.

Posso dire che ho abbracciato in prevalenza le signore di una certa età, più propense a scambiare cortesie con ragazzi più giovani. I signori uomini, perlomeno quelli dai 40 anni in su, hanno cercato l’abbraccio dell’unica ragazza che partecipava all’evento, sicuramente più avvenente del sottoscritto, o dei miei compari, ai loro occhi. Ho abbracciato goliardicamente anche molte ragazze e ragazzi. Ho notato che generalmente sono più le femmine, rispetto ai maschi, a lasciarsi andare negli abbracci.

Tra le persone che hanno preferito glissare, c’è stato anche chi si è fermato un attimo a dare un’occhiata stranita al nostro show. Abbraccio dopo abbraccio ci ho preso sempre più gusto, creando tanta energia positiva e divertendomi davvero. Il ritmo è stato sempre incalzante, scevro di momenti vuoti e ricco di sorrisi, tanto che in un baleno si fece sera.

Poco dopo le 18 abbiamo deciso di terminare il nostro primo evento Free Hugs a Verona, per poi gustarci insieme un aperitivo da qualche parte. Tra un sorso di bibita ed un altro, ricordando i momenti salienti dell’evento, le facce divertite della gente e le sensazioni personali provate da ciascuno, abbiamo deciso di creare un gruppo Facebook per organizzare un evento di Free Hugs ogni prima domenica del mese.

Stando a quanto riportato sul locale quotidiano “L’Arena”, quel giorno abbiamo abbracciato oltre duecento persone in due ore. Un buon risultato considerando l’afflusso di gente per la manifestazione adiacente, il Verona in Love, e la stravaganza dell’iniziativa, che ha colto di sorpresa i veronesi, non abituati a questo genere di proposte.

L’esperienza è stata senza alcun dubbio positiva e so per certo che a Verona, così come in qualsiasi altra città, c’è davvero un gran bisogno di abbracci e sorrisi.

Federico Finotti

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