Ternana: primi in campionato ma tutti precari

Una formazione di quest'anno della Ternana Calcio (fonte: web)

Potrebbe scomparire presto lo stereotipo del giocatore di calcio strapagato che si prende milioni di euro a palate ogni anno. In tempi di crisi si deve fare di necessità virtù e la rivoluzione dei supercontratti potrebbe essere cominciata. Già, perchè in Umbria, la Ternana è una squadra composta totalmente di giocatori precari ed è addirittura prima in Lega Pro, sognando la promozione diretta in serie B.

La rivoluzione è stata fatta da Vittorio Cozzella, napoletano cinquantenne, ds della squadra ed ex bomber da doppia cifra di Treviso, Mantova e Viterbo. Dopo aver rischiato la retrocessione lo scorso campionato (è stata poi ripescata) ha assemblato con questa strategia un gruppo per riprendersi la serie B in 6 anni. Tutti i giocatori, compreso l’allenatore della squadra Domenico Toscano, hanno un contratto che scade il 30 giugno 2012, e solo chi sarà meritevole potrà aggiudicarsi un rinnovo.

Ovviamente questa scelta ha suscitato non poche polemiche, ma i risultati danno ragione alla società. La Ternana Calcio si trova infatti prima in classifica nel campionato di Lega Pro di Prima Divisione davanti al Taranto (3 punti di distacco nel momento in cui scriviamo) collezionando solamente due sconfitte, mantenendo l’imbattibilità in casa. L’empatia che si è creata coi tifosi ha inciso parecchio quest’anno: dai 180 paganti della retrocessione dell’anno scorso ai 5mila di questo campionato. Molti aspettano il rientro della squadra dalle trasferte (è avvenuto dopo Reggio Emilia e Monza), persino dopo la sconfitta di Foggia c’erano 400-500 tifosi.

«Guai a parlare di rinnovi – dice il mister Toscano – altrimenti sei finito. Piuttosto siamo grati alla società». Il coach 40enne nelle ultime tre stagioni aveva allenato il Cosenza calcio, poi a giugno ha firmato un contratto annuale esattamente come i suoi calciatori. Con questa politica la società, però, riesce a garantire ogni mese lo stipendio a ciascun componente dell’organico: «Prima eravamo prigionieri dei pluriennali con il relativo montestipendi – spiega Cozzella – adesso possiamo permetterci di pagare subito senza aspettare la verifica trimestrale e i conti sono sempre a posto». Il budget è inferiore ai due milioni lordi per l’intera gestione. «Altre società da anni spendono 7-8 milioni eppure non salgono. A Terni il più pagato prende 65mila euro, non certo netti. Ma i giocatori, strada facendo, si guadagnano quella credibilità che nel calcio si sta perdendo».

«Stiamo cambiando la politica – spiega Cozzella, ex dirigente anche dell’Ancona promosso in B -. Prima le società erano prigioniere dei pluriennali con il relativo montestipendi. Paghiamo tutti i mesi, questa è l’arma vincente, senza attendere la verifica trimestrale. Il 15, ad esempio, hanno preso tutti lo stipendio di novembre». Il budget è inferiore ai due milioni lordi per l’intera gestione. «Altre società da anni spendono 7-8 milioni eppure non salgono. A Terni il più pagato prende 65mila euro, non certo netti. Ma i giocatori, strada facendo, si guadagnano quella credibilità che nel calcio si sta perdendo».

Gli splendidi risultati ottenuti dalla Ternana con questa politica contrattuale inducono a riflettere: per quanto rischioso, imporre un solo anno di contratto ai propri calciatori permetterebbe alle società di riacquisire quel peso contrattuale che hanno perso nel corso degli anni, in secondo luogo i calciatori sarebbero maggiormente motivati a guadagnarsi la conferma da parte di quella determinata società o un’offerta da una squadra più prestigiosa. Nel grande calcio solo l’Arsenal attua una politica comparabile, dato che da diversi anni ai calciatori che hanno superato i trent’anni il manager Arsène Wènger offre solo contratti annuali, anche a costo di perdere campioni del calibro di Henry e Gallas a parametro zero.

Quindi se da un lato la fotografia della Ternana potrebbe avvicinarsi a quella infelice del mondo del lavoro in questi tempi di crisi, dove il precariato ne è protagonista, da un’altra potremmo invece riflettere sull’influenza positiva che una gestione di “stampo Ternana” può avere sui costi esorbitanti del mondo del calcio. E se a Terni il settore dell’acciaio, che ha sempre dato moltissimi posti di lavoro, è stato duramente colpito dalla crisi economica mettendo a dura prova migliaia di famiglie, la Ternana calcio risponde ai problemi che affliggono la sua città con un gesto concreto che si incarna in un giorno preciso: il 30 giugno 2012, che rappresenta una data reale, precisa, storica che potrebbe imprimere un segno di discontinuità nella gestione delle società calcistiche.

Francesco Iannò

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