Bregovic, la pioggia non ferma il “re gitano”

Goran Bregovic e alcuni ottoni della band che lo hanno accompagnato a Villafranca (foto: Boris Puggia)

Goran Bregovic è pura magia gitana e il suo show non è riuscito a fermarlo neppure il maltempo. Il mattatore di Sarajevo si è esibito sabato 21 luglio nel maniero scaligero di Villafranca di Verona nell’ambito del “Villafranca Festival” e di “Verona Folk”, per presentare il suo ultimo lavoro “Champagne for Gypsies”, che uscirà il prossimo settembre. E inutile dirlo: è stato un successone.

Champagne” bagnato, ma fortunato. Il re zingaro, con banda e cantanti bulgare al seguito, ha aperto le danze al ritmo di “Gas gas”, una delle sue hit più gettonate, ed ha poi proseguito alternando pezzi tirati e veloci ad altri più lenti, ma non meno suggestivi. Ma se la prima metà del concerto ha avuto come protagonista il sound gitano, caratteristico del maestro dei Balcani, poi ci ha provato la pioggia a scalzarlo e a rovinare la festa, che piano piano ha iniziato a cadere sempre più abbondante. Ma come ripete due volte Goran al microfono: “Piove? E chi se ne frega!”, con la gente che lo segue a ruota senza porsi il minimo dubbio: si balla! E se qualcuno apre l’ombrello, i più decidono di seguire l’incantesimo slavo sotto l’acqua.

Sulla cresta dell’onda da oltre quarant’anni. Bregovic è oggi considerato come la superstar dei Balcani, ma la sua carriera comincia da molto lontano. A partire dai primi anni Settanta quando, per un ventennio, è stato uno dei leader dei Bijelo Dugme, la rock band più importante nella storia della Jugoslavia. Al termine di questa avventura Bregovic si reinventa compositore di colonne sonore ed è per lui la grande svolta. La pellicola “Underground” dell’amico e regista Emir Kusturica vincerà nel 1995 la Palma d’Oro a Cannes, consacrandolo tra i big della musica mondiale. Colonna sonora famosissima per l’incontenibile “Kalashnikov”, brano che ironizza sulla follia di un uomo, innamorato pazzo per la celebre arma.

Le donne bulgare del coro che ha accompagnato Goran Bregovic (foto: Boris Puggia)

Verona Folk”, ottava edizione. L’esibizione, come già anticipato, rientra nella rassegna “Verona Folk” che quest’anno festeggia la sua ottava edizione. Lo scorso mese, sempre in questo contesto, si erano esibiti tra gli altri Davide Van De Sfroos e Hevia.

Un inno positivo all’alcol: nasdrovie! È dal 2008 che il musicista, in compagnia della sua Wedding and Funeral Band – letteralmente banda dei matrimoni e funerali – porta sui palcoscenici del mondo intero il suo concetto positivo dell’alcol. Con il suo ultimo album “Šljivovica & Champagne” Bregovic ha voluto celebrare la Rakija, una specie di grappa balcanica, per il suo merito di unire giovani e vecchi, ma soprattutto per essere parte integrante della musica stessa, capace di dare energia ed emozioni ancora più intense. “Champagne for Gypsies” è la naturale prosecuzione di questo suo progetto. Del resto per il re della musica gitana, per contratto, il whisky mentre è in tournee non deve mai mancare. Quindi “salute”, pardon “nasdrovie!!”.

Boris Puggia

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