Chiavenato, il clown divenuto bodypainter

Riccardo Chiavenato all'opera mentre dipinge sul corpo di una ragazza (foto: Boris Puggia)

Si è svolta dal 13 al 19 agosto al Bastione Santo Spirito, Porta Palio (Vr), la terza edizione de “La dolce vita – Ferragosto Festival”. Un’iniziativa realizzata dalle associazioni culturali Uqbarteatro, Confluenze e Murmure Teatro, in collaborazione con gli assessorati ai Servizi sociali, Sport e Patrimonio del Comune di Verona.

“Eppur si muove – Estemporanea d’arte”. Venerdì è stato uno dei momenti clou, con creazioni artistiche dal vivo: musicisti, pittori, video makers e body painting. Proprio quest’ultima performance ha catalizzato la nostra attenzione e dopo aver assistito allo show del body painter Riccardo Chiavenato gli abbiamo voluto fare qualche domanda.

Riccardo, raccontaci qual è stato il tuo percorso.

Dopo aver conseguito la maturità scientifica, con scarsi risultati, ho scelto di tentare la sfida con le materie umanistiche, frequentando la facoltà di lettere presso l’università di Verona. Strada facendo mi sono chiesto se stavo seguendo un copione scritto da qualcun altro per amore o se avevo consapevolmente deciso di non ascoltare il mio cuore per comodità, per non dovermi confrontare, con me stesso principalmente. Ora, da parecchi anni, vivo e lavoro come clown per bambini, come attore, per me stesso, come body painter, per l’arte.

Riccardo Chiavenato e modella in posa per Paparazzinews (foto: Boris Puggia)

Cos’è per te il body painting?

Fare body painting significa per me conoscere l’altra persona nel silenzio, trasportando il mio mondo direttamente sulla sua pelle, intervenendo nelle sue apnee e calibrando il mio respiro sul suo. Tutto sommato è una sorta di meditazione di coppia. Quest’arte rappresenta inoltre per me una possibile via sociale per rivalutare il nudo, ridonandogli dignità, tentando quindi di ripulirlo dalle perverse speculazioni sessiste e dalla mercificazione imperante celata o dichiarata.

Hai partecipato al “Body Painting Festival” di Bardolino, che si è svolto lo scorso luglio?

Sono stato al festival solamente come spettatore, desideroso di un confronto costruttivo e di attingere dai maestri del mestiere. Rassegna, a mio avviso, qualitativamente elevata destinata ad ampliarsi e ad attirare artisti sempre più internazionali.

Da dove nasce questa passione?

La mia passione nasce dall’amore per la pittura, ma anche per quella maschera che non nasconde, ma che esalta l’espressività.

E tutte queste belle ragazze? Cosa ne pensa la tua fidanzata?

Il fatto di vedere stupende ragazze credo abbia su di me l’effetto che ha su buona parte del genere maschile! Ma quando entro in sintonia artistica con un corpo svanisce in me ogni connotazione sessuale, uomo o donna che sia, e diviene per me solo un’opportunità di renderlo diverso da ciò che è, contaminando la sua identità con la mia. La mia ragazza mi sostiene incondizionatamente ed è il corpo che più amo trasformare, per sperimentare con lei nuove forme di dialogo.

Progetti futuri?

Progetti futuri… forse salutare l’Italia per qualche tempo e non smettere mai di amare ciò in cui credo.

Ti auguriamo un grande in bocca al lupo!

Crepi!

Boris Puggia

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