Deejay Tex: io, Franchino e la Deep House

Il veronese Andrea Tessari, alias Dj Tex, lavora alla console (fonte: web)

Nell’immenso e sconfinato mondo della musica il versante elettronico è senza dubbio tra quelli che fa oggi più furore. Dalla sua nascita, negli anni Settanta, ha conosciuto solo grandi evoluzioni e successi, e Verona assieme al lago di Garda rappresentano da sempre uno snodo importante per grandi eventi e manifestazioni sonore di questo tipo. Sono tanti i gruppi e i dj ad aver calcato palchi o azionato console in club e discoteche. E tra chi ha fatto “scratch” c’è anche un disk jockey veronese che ha contribuito, e non poco, alla causa elettronica a partire dalla metà degli anni Novanta. Stiamo parlando di Andrea Tessari, alias Dj Tex, che abbiamo incontrato nella sua casa a Borgo Trento per rivolgergli qualche domanda.

Ciao Andrea. Possiamo dire che hai già una discreta carriera alle spalle. Che bilancio ne fai?

Senz’altro positivo! È stata una carriera che è durata un bel po’ di anni, nella quale mi sono anche divertito molto. Ho vissuto forse il miglior periodo di quel mondo chiamato discoteca e sicuramente rifarei tutto!

Di gente ne hai fatta ballare parecchia. Quali sono i locali dove ti sei trovato maggiormente a tuo agio?

Bene o male tutti. I gestori dei locali nei confronti dei deejay si sono sempre comportati molto bene. Se devo ricordare un posto in cui mi sono trovato particolarmente bene potrei dire l’Insomnia di Pisa, dove andavo a suonare insieme al gruppo Bxr. Con Mario Più, Franchino, Ricky Le Roy, Zicky il Giullare and company.

Con chi hai collaborato maggiormente nella tua carriera e chi ti ha più colpito?

Ho lavorato per dodici anni con Radio Blu, emittente di Villafranca (Verona) e per me è stata un’esperienza importante. Ma tra i tanti artisti con cui ho collaborato posso dire che con la Bxr ho raggiunto davvero l’apice. Franchino è decisamente quello che mi ha più colpito, perché è veramente poliedrico, sempre pimpante e al top! Penso sia il personaggio più curioso che abbia mai incontrato in tutta la mia carriera.

Negli ultimi tempi c’è stato un vero e proprio cambiamento musicale, con la dance che è entrata prepotentemente nel pop. Come vedi questa evoluzione?

La musica dance sta attirando su di sé sempre più attenzione: ragion per cui questa evoluzione la vedo come una cosa assolutamente naturale. Il pop, per vendere, deve adeguarsi ai gusti del pubblico. Questo concetto è palese anche in tv dove spesso si punta sulla commerciabilità degli artisti. Vedi X-Factor, per dirne uno, che guarda caso è accompagnato, come tema musicale, da una canzone famosissima di David Guetta, il più importante dj contemporaneo.

Oggi il deejay diventa in tutto e per tutto una super star e lo troviamo nei festival a condividere lo stesso palco con gruppi rock o comunque artisti decisamente differenti. Secondo te, guardando la figura del musicista, è giusto che sia così idolatrato o è un’esagerazione?

Per certi versi può essere un’esagerazione. Diciamo che un tempo il dj era una sorta di artigiano che assemblava la musica, ma oggi con l’avvento della tecnologia è diventato tutto molto più semplice, basta premere due tasti ed è tutto automatico. Quindi oggi viene premiato di più l’accostamento, la scelta musicale, come se fosse un gallerista e deve mostrare i suoi quadri più belli. C’è da dire però che dietro a grandi personaggi come Bob Sinclair, David Guetta, Avicii ci sono sempre le major che spingono dal punto di vista pubblicitario e commerciale. Quindi forse emergono perché ne hanno la possibilità, anche se probabilmente ce ne sono parecchi altri dello stesso livello ma senza la stessa spinta.

Cosa stai ascoltando al momento?

A parte la solita deep house, che è il genere che mi ha forse lanciato, sto ascoltando qualcosa che è più vicino al pop e alla dance. Uno di quelli che si sta muovendo meglio in questo scenario è George Michael.

Al momento stai lavorando nel campo della comunicazione, ma ad ogni chiamata per un djset sei sempre presente. Non ti stanchi mai?

Non ho mai vissuto l’attività di dj come un lavoro ma come puro divertimento ed energia. Non mi sono mai stancato, né mi stancherò mai!

Speriamo di ascoltarti presto in qualche club, magari da noi al Paparazzi!

Chiamatemi e non mancherò!

Boris Puggia

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