A TEMPO DI GANGNAM STYLE

 

Francesco Leanza.

Francesco Leanza.

Il tormentone del momento arriva dall’oriente, più precisamente dalla Corea del sud e con se porta una carica di allegria e autoironia espressa in un divertente, quanto semplice, balletto interpretato dal paffutello cantante dagli occhi a mandorla conosciuto con lo pseudonimo di PSY; avrete capito che stiamo parlando di Gangnam Style.

Il brano in se non ha nulla di innovativo, una normale canzone tra la dance e l’house come tante se ne sentono negli ultimi anni, con la particolarità però di essere cantata in coreano (con qualche parola inglese), a decretare che ormai l’oriente non è più così lontano da noi come una volta. Ma la cosa che più ha contribuito a far diventare questa un fenomeno è lo stravagante balletto che compare nel video musicale, dalle movenze alquanto ridicole (almeno per noi occidentali); questo ha scatenato una serie di emulatori e parodie che ha invaso la rete.

Nel nostro paese, dove il fenomeno dei “flashmob” (ovvero radunare persone tramite i social network in un determinato luogo ad un’ora precisa per avviare uno spettacolo improvvisato) è ancora poco diffuso, si è già registrato un’evento con tema il simpatico balletto coreano in Piazza del Duomo a Milano, che ha radunato ben 20.000 persone, facendolo diventare il flashmob Gangnam Style più grande del mondo.

Questo fine settimana i riflettori saranno puntati sulla nostra città di Verona, che ospiterà in Piazza Bra gli emuli di PSY e la sua crew, in un evento che si preannuncia tra i più importanti d’Italia, tanto da essere stato menzionato durante la settimana non solo da radio, tv e giornali locali, ma anche da importanti emittenti nazionali.

Noi di Paparazzi News abbiamo incontrato l’ideatore di questo flashmob: il ventitrenne arilicense Francesco Leanza.

 

Com’è nata l’idea di organizzare un’evento basato sul balletto di Gangnam Style?

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Vedendo il successo che ha avuto nelle città italiane, soprattutto in quello che si è svolto a Milano, mi sono detto: perchè non provare qui a Verona? Così, quasi per scherzo, l’idea ha piano piano preso forma fino a diventare quello che vedremo domenica in piazza.

 

Come hai curato l’organizzazione dell’evento?

La cosa è stata abbastanza semplice, grazie ai social network e al loro rapido passaparola; in sostanza si è trattato di creare una pagina evento su Facebook e cominciare inviando inviti prima agli amici, che a loro volta l’hanno fatto girare tra le loro conoscenze e così via, un sistema ormai collaudato dalla rete.

Dagli iniziali 45 partecipanti iniziali mano a mano che passavano le settimane con mia grande gioia vedevo che le adesioni aumentavano fino alle attuali oltre 8.000, con altri 4.000 in forse; a questo si aggiungono i passanti che si troveranno li al momento dell’inizio del flashmob, i quali spero si vogliano unire al divertimento.

Stando alle stime, si preannuncia un bel successo per una città come Verona e, a tal proposito, voglio ringraziare le autorità cittadine e le forze dell’ordine che hanno gentilmente concesso che tutto questo si possa svolgere ed in sicurezza.

 

Ci sono state anche diverse critiche da parte di chi considera sciocco un’evento del genere in questo momento di crisi, tu come rispondi a queste?

Ogni persona è libera di pensare come meglio crede, nei limiti del buon senso; io vedo questo flashmob proprio come un modo per scaricare le preoccupazioni di questo brutto momento e divertirsi all’aria aperta ed in mezzo alla gente.

Poi è anche grazie alle critiche che la notorietà dell’evento si diffonde.

L’appuntamento è quindi per domenica 25 novembre alle ore 15.00 in Piazza Bra a Verona.

 

Enrico Guidi

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