Roma, la rivincita del cinema (italico)

Roma caput cinema? Un festival forse in tono minore, quello del 2009, ma che se non altro a ridato spazio alle produzioni italiane. Se la mostra del cinema di Venezia quest’anno era, infatti, apparsa come una sorta di Caporetto per i nostri autori, la quarta edizione della rassegna romana ha registrato una netta ripresa del cinema nostrano.

Una splendida Asia Argento sul red carpet romano

Sergio Castellitto si è aggiudicato il premio Marc’Aurelio d’Argento come miglior attore per la sua interpretazione nel film drammatico “Alza la testa”, del regista Alessandro Angelini mentre Giorgio Diritti ha ottenuto il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’argento per “L’uomo che verrà”, film in italiano dialettale ambientato durante la Seconda Guerra mondiale.

Claudio Giovannesi si è guadagnato, invece, una menzione speciale della giuria per i migliori documentari, per il suo “Fratelli d’Italia”, mentre con una punta d’orgoglio, neanche tanto ben celata, si può affermare che c’è un po’ d’Italia anche nel Premio Marc’Aurelio d’Oro per il miglior film, “Brotherskab/Brotherhood”, produzione danese affidata al cineasta di origini nostrane, Nicolo Donato.

Il cinema italiano dunque riparte da Roma, con più speranze di quante ne aveva quando era arrivato un po’ malconcio dalla rassegna del Lido di Venezia. Un buon punto di partenza per le stagioni a venire soprattutto se si considerano questi alti e bassi dei nostri autori, non come un’incapacità di imprimere un segno caratteristico a quest’epoca, ma come un indice della libertà espressiva, della freschezza e della voglia e capacità di sperimentare che sta pervadendo tutta la nostra produzione.

Ad inaspettati flop, si alternano altrettanto inattesi successi. Come già affermato precedentemente su queste stesse colonne, non vale la pena lanciarsi in struggenti critiche revisioniste quando le cose non vanno come si sperano ad una determinata manifestazione. Questo cinema italiano, oggi sotto accusa e magari domani elogiato, ha bisogno innanzitutto di proteggere questa sua capacità di reinventarsi ogni volta perché è proprio questa abilità che al momento ci permette di tenere il passo di un cinema sempre più in rapida evoluzione; i sogni infranti di Venezia e gli applausi di Roma sono una sintesi molto esplicativa di questa tesi.

Roberto Carrisi

Nella foto: Asia Argento sul red carpet del festival romano (fonte: dal web)

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

About michele iannibelli