Il reale-irreale in scena alla Byblos

Natura morta contemporanea (fonte: www.tanyabonakdargallery.com)

Natura morta contemporanea di Mat Collishaw (fonte: www.tanyabonakdargallery.com)

Il trucco e le maschere. Un viaggio attraverso il regno della metamorfosi, della trasformazione, del gioco ingannevole che (de)forma la realtà. Creandone, ogni volta, una nuova. Palpabile e agli occhi di tutti.

Byblos Art Gallery prosegue il suo percorso di ricerca ed esplorazione dei linguaggi artistici contemporanei più originali ed innovativi  presentando, dal 22 gennaio al 27 marzo, la mostra collettiva “Il Trucco e le Maschere”.

Trucco e maschere, ma anche ambiguità, travestimenti, percezione ingannevole, manipolazione della visione. Realtà e finzione. Giochi di prestigio. Tutte modalità espressive e formali che la mostra, a cura di Danilo Eccher, si propone di indagare attraverso la pittura, la scultura, l’installazione video e la fotografia: la multi-medialità. Verranno percorse, in questo modo, le linee di confine di un linguaggio che propone l’invenzione, l’elaborazione dell’immaginazione e l’autoironia quali strumenti dell’artificio e dell’illusione. Dell’inganno post-moderno.

“L’insofferenza per il limitato spinge ad immaginare mondi alternativi dove chiunque può accedere trasformando la finzione dell’intrattenimento in esperienza vissuta e quindi in realtà. E’ la second life ma anche la finzione filmica, l’occasione televisiva. La simulazione post-moderna del tutto è possibile, purché venga a interrompere la certezza di un presente già delineato e l’ineluttabilità della corruzione fisica”. Queste le parole con cui lo stesso Danilo Eccher descrive il catalogo della mostra.

Cinque tra i più importanti protagonisti del panorama artistico internazionale si cimenteranno, dunque, nell’esplorazione di queste affascinanti tematiche. In un percorso a 360 gradi. O forse anche di più. Da Mat Collishaw, esponente del movimento Young British, che riprende a suo modo le nature morte barocche rappresentando lo sfacelo fisico di una falena passata a miglior vita (“Insecticide”), al giapponese Yasumasa Morimura che sfrutta invece la fotografia come arte della falsificazione – in una messa in scena totale del concetto tradizionale di realtà -, per arrivare infine alla bolognese Sissi, che attraverso l’arte del travestimento mette al centro delle sue opere direttamente se stessa.

A completare il quintetto lo statunitense Tony Oursler, uno dei pionieri della cosiddetta “arte multimediale”, che con l’opera “Cigarettes” fa letteralmente bruciare una foresta di sigarette, e Angelo Filomeno che invece attraverso l’arte del ricamo e del disegno rappresenta su pezze di shantung – degli speciali tessuti a mano appositamente creati per lui da artigiani indiani – un immaginario mefistofelico in cui si stagliano inquietanti teschi e creature mostruose.

Apertura. L’ Opening della collettiva è in programma venerdì 22 gennaio dalle 19 alle 23, alla galleria d’arte di Byblos in corso Cavour, a Verona. Mancare sarebbe un delitto.

C. Bes.

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