Brizzi e “La nostra guerra”

La copertina dell'ultimo romanzo di Brizzi

La copertina dell'ultimo romanzo di Brizzi

Si sviluppa in uno scenario inedito, quasi vertiginoso, “La nostra guerra”. L’ultimo libro di Enrico Brizzi, presentato alla libreria Libreria Gheduzzi di Corso Sant’Anastasia, prende le mosse in un’Italia fascista che nel 1942 si schiera (a sorpresa) con gli Alleati e contro il Terzo Reich.

La sua ultima opera (uscita per Baldini Castoldi Dalai Editore), è però anche (e soprattutto) la storia di Lorenzo Pellegrini, un dodicenne, che nel giro di qualche mese vede la sua vita completamente stravolgersi. Dagli studi e dalle adunate domenicali in piazza alla guerra, i bombardamenti e gli sfollamenti.

Dopo “L’inattesa piega degli eventi” (2008), questo è il secondo romanzo che la penna di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” (1994) e “Bastogne” (1996) ha scelto di ambientare nell’Italia del XX secolo. Un’Italia lontana e immaginaria, ma che forse in alcuni tratti non si distanzia poi di molto da quella di oggi.

Una stralunata nazione in camicia nera che rispecchia moltissimo tratti, fascinazioni e difetti inemendabili del nostro Paese. “La nostra guerra” ha il registro agrodolce dei classici della cinematografia nostrana, da “Tutti a casa” a “Il federale”, stretto in una spirale narrativa in grado di produrre il primo kolossal sulla fantastoria d’Italia.

C. Bes.

 

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