I segreti del (mega)successo di Avatar

Neytiri e Jake Sully nel suo Avatar (Fonte: una scena del film)

Neytiri e Jake Sully nel suo Avatar

Quindici anni di preparazione, quattro di realizzazione. Un costo complessivo superiore ai 400 milioni di dollari. Ma quest’opera non è solo numeri.

Se qualcuno fosse ancora titubante nei confronti di questo film, perché magari pubblicizzato soprattutto per la sua versione 3D, che di solito si sposa bene con una trama banale e poco sviluppata, abbandoni subito i suoi timori.  Si affretti invece a guardare questa pellicola al più presto, perché rischia davvero di perdersi un successo che sarà ricordato negli anni.

La tecnologia stereoscopica e gli effetti speciali infatti, non sono le uniche carte che il regista James Cameron ha voluto giocare, realizzando di fatto qualcosa che nel suo insieme è semplicemente splendido.

La storia, che procede nei meccanismi ben oliati del fantasy avventuroso, tiene incollati allo schermo dall’inizio alla fine e riesce a proporre temi nuovi e degni di nota: primo fra tutti il recupero del rapporto uomo-natura, percorso sempre più affascinante per chi vive in un’epoca caotica e disillusa.

Un cammino che il protagonista Jake Sully percorrerà per intero e senza paure. Fino a giungere a un epilogo commovente, il tutto ornato da un romanticismo d’altri tempi capace di risvegliare piaceri che ormai si pensava sperimentati fino in fondo e che invece “Avatar” ridesta appieno, restituendo al pubblico piacevoli suggestioni.

Non è un caso che “Avatar” abbia già stabilito il record d’incasso al primo giorno dalla sua uscita, che sia candidato a cinque Golden Globe e che anche il celebre Steven Spielberg lo abbia definito come “un capolavoro, tecnico, visivo, emotivo”. Insomma, ci sono davvero tutti gli elementi per dire che l’era del digitale ha segnato un ulteriore, decisivo passo verso la modernizzazione del modo di fare cinema e non ci sono dubbi che si parlerà ancora a lungo di questa pellicola.

La trama: nell’anno 2154 la razza umana ha cominciato una nuova opera di colonizzazione nell’incontaminato pianeta di Pandora, i cui abitanti Na’vi, un popolo fiero e selvaggio che vive un mistico rapporto con la natura del posto è tutt’altro che incline a lasciare che i nuovi arrivati devastino il loro habitat naturale. Un’equipe di biologi e antropologi è impegnata nel frattempo nel progetto Avatar che consente ai soggetti di controllare, tramite un avanzato neuro-sistema, delle creature ottenute geneticamente incrociando DNA umano e DNA alieno. Un marine, privato dell’uso delle gambe, viene impegnato nel progetto e i militari tentano di approfittarne per carpire informazioni di vitale importanza per sferrare il colpo finale e volgere la battaglia a loro favore. Ma il protagonista, una volta preso contatto con i Na’vi vive un’esperienza che lo cambierà per sempre.

Roberto Carrisi

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