Giappone, al via un festival “originale”

Una curiosa scena dal Kanamara Matsuri (fonte: dal web)

Una curiosa scena dal Kanamara Matsuri (fonte: dal web)

Che i giapponesi siano un po’ bizzarri certo lo si sapeva. Dalle gesta dei samurai alla proliferazione dei manga (per non parlare di quella particolare categoria che sono gli “hentai”), dal sakè ai ristoranti che propongono sushi in tutte le salse, per arrivare ai film iperrealisti(ci) di Takeshi “Beat” Kitano.

Una parte della loro curiosa e a volte stravagante – almeno per noi – cultura è arrivata pure qui in Europa. Quello che forse è meno noto è che in una certa zona del paese in questo periodo le tradizioni impongono di celebrare addirittura anche il pene, simbolo della procreazione per eccellenza.

Tutto questo ha antiche origini. Nella lontana Kawasaki, si narra che un tempo una ragazza fosse posseduta da un demone che si era infilato nella sua vagina. Esso mordeva il pene dei giovani che provavano a possederla, castrandoli. Un giorno però un fabbro – sicuramente molto ingegnoso – ebbe la brillante idea di realizzare un enorme fallo d’acciaio con cui, nel modo in cui è facile intuire, “sconfiggere” il male. Non è una storiaccia di un film da serie Z, ma davvero una credenza nipponica.

Addirittura, a ricordo di questa impresa, fu costruito un tempio shintoista, il Wakamiya Hachimangu meglio conosciuto come “Kanamara Jinjya“, in cui era venerato proprio questo mega-fallo di metallo. In questa zona del paese si è iniziato così a celebrare l’organo di riproduzione maschile ogni aprile con una festa grandiosa la cui data varia di anno in anno, ma cade sempre di domenica.

Il Kanamara Matsuri è un festival della fertilità nel quale il protagonista principale è proprio un rigoglioso membro rosa portato in processione per le vie di Kawasaki, diventata ora grande centro industriale e commerciale tra Tokyo e Yokohama (prefettura di Kanagawa). La festa comincia nel tempio protettore della fertilità e della sessualità, usato un tempo dalle prostitute per pregare per la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Oggi il festival è diventato una famosa attrazione turistica e fa da centro di raccolta fondi per il finanziamento della ricerca contro l’Aids.

L’organo maschile viene celebrato ogni anno e anche nella scorsa edizione ha portato in piazza milioni di giovani e meno giovani. Strade gremite di gente e di falli. Bancarelle che vendevano gadget, souvenir da portare via in ricordo dell’evento, e ogni cosa, dai piatti alle tazzine, dalle cannucce ai bicchieri, ne riprendeva infatti la forma. Anziane che si sono fatte fotografare con dei simpatici peni di legno in mano o mentre ne cavalcano uno a mo’ di razzo.

Tutte cose assolutamente impensabili qui da noi. Addirittura quest’anno è stato portato in processione da certi monaci shintoisti un membro maschile di circa 300 chili: si tratta di un esemplare intagliato in legno di cipresso molto raro e pregiato. Sicuramente entrerà nel guinness dei primati come il pene più grande del mondo. Tutto questo la dice lunga sul senso dell’umorismo dei nipponici. Ci sarà pure un pelo di invidia dietro? Non avranno mica visto un film con Rocco Siffredi o John Holmes per caso? C’è da sorridere: stavolta col loro mega pene hanno superato in dimensioni anche gli “eroi” sopra citati.

Francesco Iannò

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