Basilicata coast to coast (parte prima)

Alessandro Gassman e il piccolo attore Anthony de Stefano (foto di Lino de Luise)

A bene confesso sono nato in Basilicata. Si…la Basilicata esiste…esiste è un po’ come il concetto di Dio ci credi o non ci credi”. Questo il preambolo al brano diventato il vero e proprio nuovo inno della Basilicata.

Il brano scritto da Rocco Papaleo continua, in tono scanzonato, con il ritornello “Ba, ba, Basilicata / Ba, ba, Basilicata / Tu che ne sai, l’hai vista mai / Basilicata is on my Mind”.

Uscirà venerdì nelle sale cinematografiche di tutta Italia “Basilicata coast to coast“. Il film diretto da Rocco Papaleo e girato totalmente in Basilicata. Questa volta scelta non perché location di storie “esotiche”, ma per raccontare quello che è: l’ anima di una terra mediante il viaggio da una costa all’altra.

Il viaggio. Uno dei modi più belli, più veri e più classici per raccontare una vicenda. “Basilicata coast to coast” è la storia di quattro amici che da ragazzi avevano una band. Nicola Palmieri (interpretato da Rocco Papaleo), chitarra e voce;  Salvatore Chiarelli (Paolo Briguglia), tromba; Rocco Santamaria (Alessandro Gassman) , percussioni;  Franco Cardillo (Max Gazzè), contrabbasso.  Non suonano insieme da più di dieci anni. Ma la band si riscopre, si ricompone, complice la calda estate lucana e così i quattro decidono di partecipare ad un festival, quello del teatro-canzone di Policoro.

I quattro amici sono di Maratea e per andare a Policoro devono attraversare tutta la Basilicata, dalla costa tirrenica a quella ionica. Perché la Basilicata oltre ad esistere, si affaccia anche su due mari! Un viaggio che non è un’ impresa se fatto in automobile.  Un centinaio di chilometri, che con la superstrada si percorrono in poco più di un’ora. Ma niente autostrada e, soprattutto, niente automobile: i nostri musicisti a Policoro ci andranno a piedi e non ci metteranno un’ora e mezzo, ma dieci giorni.

“Basilicata coast to coast” è il racconto della loro incredibile impresa, un viaggio a bordo di un carretto, fatto con il minimo indispensabile: due tende, una piccola scorta di viveri e gli strumenti musicali. Si susseguono paesini, strade e paesaggi fantastici. Il caso ed un improbabile senso dell’ orientamento li porteranno poi ad una serie infinita di imprevisti ed incontri rocamboleschi, il tutto immerso in un ambiente mozzafiato e in borghi incantati.

Niente giornali, telefonini, letto e acqua calda. Per provare a tagliare con l’abitudine ad “essere in contatto con il mondo”. Un “contatto” che i quattro riconosceranno essere solo rumore di fondo, scherma di un silenzio arcaico che diventa suono, se pensiamo al richiamo delle origini e all’ attaccamento (che ognuno in fondo ha) alla propria terra. I quattro si fermeranno a dormire lungo la strada, allestendo bivacchi e durante il viaggio proveranno le canzoni organizzando in ogni nuova località un concertino improvvisato.

Ma un viaggio che si rispetti ha bisogno di qualcuno che lo racconti ai posteri ed allora si aggiunge Tropea Limongi (Giovanna Mezzogiorno), una giovane giornalista locale che è incaricata di fare una sorta di reportage. Il rapporto all’inizio non è dei migliori, ma durante il viaggio le cose cambieranno. Nel loro peregrinare i protagonisti, però, sbagliano strada  e perdono  l’appuntamento con il festival,  arrivano a Policoro a notte fonda. Tutto è già finito. Che amarezza! Ma le sorprese non sono certo finite…

Lino de Luise

A venerdì (giorno di uscita della pellicola) per la seconda parte del reportage del nostro inviato direttamente dalla Basilicata.

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