Basilicata coast to coast (2a parte)

Vita sul set del film di Rocco Papaleo (Foto di Lino de Luise)

Continua come vi avevamo promesso il nostro viaggio sul set della pellicola – che proprio oggi esce nelle sale – “Basilicata coast to coast”. Ci eravamo lasciati con i nostri quattro musicisti arrivati troppo tardi all’appuntamento che si erano prefissati. E alla domanda se il viaggio è stato inutile, bisogna chiedersi prima di tutto se il “viaggio” sia stato vero.

Tra i viaggiatori c’è chi cercava  l’amore (e l’ha trovato!), qualcun altro la forza per liberarsi di errori fatti in passato, qualcun altro ancora il coraggio di osare e credere in ciò in cui si crede. E come in tutti i viaggi veri (e riusciti), si cambia viaggiando. Non importa se al festival sono arrivati tardi, era solo un espediente. I veri viaggi sono un percorso interiore e il ritrovare se stessi un punto d‘arrivo.

L’intento di Rocco Papaleo è stato quello di realizzare un film sul Sud da cui proviene, che è “un tipo di Sud”. La Basilicata è sicuramente “un tipo di Sud”. Con delle caratteristiche diverse da altre zone del Mezzogiorno. Una terra che chi ci nasce certamente subisce da giovane; con la ferma volontà di lasciarla, di fuggire. Ma è un luogo che, forse, inietta una capacità di fare ed inseguire sogni e la voglia di cercare un cambiamento altrove, con una leggerezza quasi poetica.

Una terra che subendola ti lascia la volontà di non dimenticarla. Ad esempio il mito per il lucano, almeno fino ad una certa generazione, di Carlo Levi, l’ autore di “Cristo si è fermato ad Eboli”, nasce da questa volontà. Un medico torinese costretto dal fascismo al confino in Basilicata, costretto a subire questa terra. Ma Levi è colui che non costretto a subirla per nascita, la subisce per forza ed una volta lontano ne sente la mancanza, torna per subirla volontariamente fino a desiderarne che diventi la sua terra di sepoltura. Ed i nostri viaggiatori perdono l’appuntamento al festival anche per rendere omaggio alla tomba di Carlo Levi nel cimitero di Aliano.

Realtà e finzione. Come nel film i nostri quattro viaggiatori improvvisano i brani da portare al festival in concerti spontanei nei paesi che incontrano, così durante la lavorazione del film, il cast ha realmente incontrato la gente, facendo nascere serate e concerti assolutamente memorabili. Come quello organizzato nell’ agosto 2009 a Spinoso uno dei borghi più belli d’Italia, quando la troupe è arrivata sul Lago del Pertusillo, una location perfetta per quella che è forse la scena madre del film.

Quello che nacque, fu uno spettacolo di teatro-canzone ironico, graffiante, dissacrante – il titolo “Quattro chiacchiere in Piazza – Quatt’i chiacchier’i n’da Croce” – in cui Papaleo tornò per una sera al teatro accompagnato dall’accoppiata di fedeli musicisti Arturo Valiante pianoforte e Francesco Accardo alla chitarra. Il concerto fu anche il battesimo come musicista e cantante di Paolo Briguglia.  Una serata memorabile nata sul set del film che ha creato un incontro con  la compagnia teatrale “E. Guerriero”. Ne è nata una giornata di studio per i giovani allievi della compagnia che ha portato un giovane attore locale come Antony De Stefano a recitare una piccola parte con Alessandro Gassman.

Protagonisti. Il film ha dato visibilità a un territorio che ha delle potenzialità enormi, ma che ha bisogno di forti stimoli e come ha commentato lo stesso Papaleo:  “Questa storia deve essere come uno specchio in cui i miei conterranei possano guardarsi e scoprirsi diversi da come una certa filmografia, che per altro apprezzo tantissimo, ci dipinge. Sento che la gente ha bisogno di essere stimolata dalla poesia per uscire da una depressione che  l’attanaglia e ne inibisce le potenzialità.”

“Basilicata coast to coast” è un road movie musicale che diventa un inno cinematografico ad una regione che ancora può essere la terra ideale per un viaggio interiore. Andate in Basilicata ma prendetevi tempo, spegnete il cellulare, non cercate il massimo del confort, non serve. Non usate il navigatore, perdetevi pure senza paura e ritrovatevi in borghi incantati, fatevi sedurre da un paesaggio rurale e naturale che cambia ogni venti chilometri.

La Basilicata è una terra da viaggiatori, non da semplici turisti e Rocco Papaleo percorre un viaggio ironico e strampalato per ridare qualcosa alla sua Terra e per ritrovarsi interiormente contagiando gli altri attori quasi come se i personaggi della storia una volta messi in campo abbiano agito per conto loro, spontaneamente. Un film da vedere e dopo aver visto il film avrete voglia di andare in Basilicata.

Lino de Luise

“Dice…La Basilicata…
la Basilicata è stanca di Cristo che si è fermato ad Eboli…
per carità è un bel libro però vorrei vedere i romani se Carlo Levi avesse scritto  Cristo si è fermato a Orte…
comunque grazie Carlo è anche merito tuo se la Basilicata ora ha un inno finalmente ha alzato la testa ha un inno che si è scritto da sola perchè senza falsa modestia è una regione che  ragiona,
una regione che compone parole struggenti, il lucano medio perché la Basilicata parla la lingua del suo popolo ma al tempo stesso vuole essere compresa da tutti e allora ha chiesto a Rocco Papaleo e famiglia di tradurre le parole del suo inno…”

Ba, Ba, Basilicata
Ba, Ba, Basilicata
Tu che ne sai, l’hai vista mai
Basilicata is on My Mind.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)

Immagini collegate:

About admin