Norrie, il primo “neutro” al mondo

Raggiante. Una foto di Norrie May Welby (fonte: dal web)

“Senza sesso specifico”. Così viene riconosciuta/o ufficialmente dallo stato australiano la prima persona di “sesso neutro” al mondo. O almeno la prima che si trovi scritto sul proprio documento d’identità questa particolare dicitura.

Alcuni legali però si sono resi conto della paradossale vicenda e hanno chiesto l’annullamento del documento redatto dall’anagrafe. Questa l’incredibile storia di Norrie May Welby, 48 anni.

Vi raccontiamo una vicenda proveniente ancora una volta dall’Australia – sicuramente una terra che ultimamente in tema di stravaganze è seconda a pochi -; definirla “particolare” è sicuramente un eufemismo. Ecco come si sono svolte le cose, o almeno quello che possiamo riferirvi sui fatti accaduti.

Norrie nacque con il fiocchetto azzurro, in Gran Bretagna. Crescendo capì che il corpo di un uomo non faceva per lui. Fu così che, quando si trasferì in Australia nel 1990, cambiò sesso. Fin qui la cosa potrebbe rientrare – per così dire – nella normalità. Ce ne sono tanti di casi come questo al mondo. La cosa però prende una piega un po’ diversa. Norrie, infatti, non si riconosce nemmeno nel corpo di una donna e in un’intervista al britannico “Telegraph” dichiara di essere ufficialmente la prima persona “né uomo, né donna”.

Scienza. La cosa curiosa è che non si tratta solo si una sua considerazione, ma anche i medici, dopo averla attentamente visitata e analizzata, sono arrivati alla conclusione di non poter stabilire per lei/lui un sesso specifico. L’anagrafe, così, non ha potuto fare altro che adattarsi a quanto dichiarato dai medici. Così, per la prima volta al mondo, nel suo certificato di nascita, alla voce “sesso”, dopo “maschile”, modificato in “femminile”, ora un’altra correzzione, mai apportata prima d’ora: “sesso neutro”.

In seguito Norrie si è dichiarato/a soddisfatto/a della decisione presa. E a chi gli chiede spiegazioni in merito May-Welby risponde per le brevi: “I concetti di uomo e donna non sono adatti per me. La cosa più semplice è di non avere alcuna identificazione”.

Ma dopo il momento di felicità, torna il buio. Norie ripiomba nel suo incubo esistenziale. Già perché è di pochi giorni fa la notizia che il governo australiano ha fatto un passo indietro. L’ufficio per lo stato civile del Nuovo Galles del Sud ha ritirato, infatti, il certificato con quella indicazione. In seguito a una consulenza legale la descrizione “senza sesso specifico” è apparsa non valida. “Quando ho ricevuto la telefonata mi sono sentito come se mi avessero ucciso” ha dichiarato Norrie. Ma questa storia è destinata a continuare, perché May Welby ha presentato ricorso alla Commissione dei diritti umani. Staremo a vedere.

Francesco Iannò

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