Pupe, Papi e “nuovi mostri” televisivi

La prorompente Francesca Cipriani (fonte: dal web)

“La pupa e il secchione – Il Ritorno” suonava già da subito come una minaccia. In onda da un mese in prima serata su Italia 1 – condotto da Enrico Papi e Paola Barale – dopo il grande successo della prima edizione, ha già fatto discutere parecchio.

Le regole del gioco. In realtà il programma avrebbe uno scopo sociale: prorompenti ragazze (casualmente sempre abbastanza svestite) aiutano giovani intellettuali inetti a migliorare nel proprio aspetto fisico e nell’approccio con le donne, mentre loro le ripagano impartendo lezioni di cultura generale.

Ripetizioni. Matematica, fisica, astronomia, ma anche qualcos’altro. Fin qui sarebbe tutto normale (si fa per dire…), ma poi inizia il programma e si capisce che qualcosa non torna, che non c’è credibilità nella stupidità. Insomma probabilmente sono meno sceme di quanto vogliono far credere. Almeno questo è quello che speriamo un pò tutti.

Post-femminismo o sexprimitivismo? La prima delle polemiche attorno al programma  riguarda “la svalutazione del genere femminile e il suo elemento pensante attraverso l’omologazione dei modelli femminili e la riduzione della donna ad oggetto sessuale decerebrato”, come si recita in una mail inviata più volte e per più giorni a Mediaset da un gruppo di consumatrici indignate.

Punti di (s)vista. L’azienda ha risposto per inciso di compilare un “form” apposito per le lamentele. Grazie. Ma non è più solo una questione di lati A e lati B sbattuti davanti alle telecamere in prima serata, perché questo accade e da sempre, basta guardare un balletto delle veline di Striscia La Notizia per capire che noi donne siamo spacciate già prima di cena.

Telerisse e versioni hot. Quello che lascia un po’ perplessi è che queste ragazze non si fanno problemi nell’alzare le mani davanti alle telecamere e a discutere fin troppo animosamente tra di loro e con i concorrenti maschi. Preoccupa che scene di violenza e di “ocaggine” all’ennesima potenza vengano non solo mandate in onda durante il day time della trasmissione, ma anche commentate con leggerezza nell’edizione serale del Tg della stessa rete. Preoccupa, infine, che esista un’edizione in onda nelle tarde ore serali, dal titolo «La pupa e il secchione hot», con scene di nudo e atteggiamenti compromettenti. Meno compromettenti per chi li guarda, molto di più per chi li mette in atto. Un consiglio? Se non vi piace il programma non mandate nessuna email di protesta, ma cambiate canale. L’effetto è immediato.

Antonella de Robertis

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