Clara & Chiara: “No direction home”

Le due amiche milanesi in terra d'Australia (foto di Boris Puggia)

Raccogliere frutta e verdure di stagione. O “harvest” come viene chiamato da queste parti, è l’attività più diffusa tra i “backpackers”, viaggiatori che si muovono con un capiente zaino a seguito ed un invidiabile spirito avventuriero. Gambe in spalla e via.

Per un pugno di dollari. Vista la carenza di lavoro, che negli ultimi tempi affligge pure l’Australia, questo tipo d’occupazione è diventata molto frequente e in taluni casi parecchio redditizia. Si va dai 13 ai 20 dollari l’ora, dai 9 ai 15 euro per intenderci, mentre i meno fortunati si devono accontentare del pagamento a peso, costituito dal riempimento di un numero indefinito di secchi, per pochi miseri dollari.

Un lavoro bisex. Guai ad etichettarlo come lavoro per soli uomini, le donne che si dilettano nell’harvest sono parecchie e provenienti da ogni angolo della terra, Italia compresa. Ecco l’avventura di due ragazze milanesi, che ci hanno raccontato la loro esperienza direttamente dall’altra parte del mondo. Dalla terra dei canguri.

Downshifting. Clara e Chiara hanno deciso qualche mese fa che era tempo di cambiare. Ci voleva uno stacco dalla routine quotidiana. Hanno lasciato il lavoro, salutato amici e parenti e sono partite. Destinazione Sydney. Dopo avere girovagato per le maggiori città australiane e per le più belle spiagge dell’east coast si sono accorte che i dollari cominciavano a scarseggiare, ma non volevano tornare a casa. La scelta della raccolta è stata quindi inevitabile.

Nel bel mezzo del deserto. Ora sono ad Ayr, cittadina che dista 15 chilometri dalla costa orientale Australiana, dove la vita notturna è praticamente inesistente e la movida milanese è oramai solo un ricordo lontano. Le nostre intrepide ragazze hanno deciso di rimboccarsi le maniche ed ora stanno andando avanti sulla loro strada per raggiungere un nuovo obiettivo. Per ottenere il prolungamento del visto vacanza-lavoro, valido per un anno, è infatti necessario praticare la raccolta per almeno novanta giorni.

Tutto il mondo è paese. Per quanto riguarda le strutture ospitanti, gli ostelli della zona fungono anche da agenzie ci ricerca lavoro. Nel momento in cui si effettua la prenotazione si entra automaticamente a far parte della lista d’attesa, in una sorta di standby, pronti ad iniziare. In mancanza di lavoro lo svago rimane l’unica alternativa, ecco che ping pong, biliardo e calcio balilla diventano il passatempo ideale dove potersi divertire incontrando coetanei inglesi piuttosto che tedeschi o giapponesi. Gli amanti del rischio e dei soldi facili possono giocarsi invece gli ultimi risparmi al poker…e chissà che la fortuna gli possa evitare il faticoso lavoro nei campi!

Boris Puggia

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