Verona ha ospitato la 58ª edizione di Vinitaly, confermandosi ancora una volta come il principale punto di riferimento mondiale per il settore vitivinicolo. Un evento che ha unito business, tradizione, innovazione e istituzioni, trasformando la città scaligera nel cuore pulsante del vino internazionale.
Il Vinitaly 2026 ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici e istituzionali, a testimonianza del ruolo strategico del comparto vinicolo italiano:
Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Luca Zaia, Flavio Tosi.
Presenti anche: Francesco Lollobrigida. Adolfo Urso, Antonio Tajani
La loro presenza ha ribadito come il vino rappresenti un asset fondamentale dell’economia italiana e del Made in Italy nel mondo.


I numeri del Vinitaly 2026
L’edizione 2026 si chiude con dati importanti, confermando la forza internazionale della manifestazione:
Circa 97.000 presenze complessive, oltre 32.000 operatori esteri, buyer provenienti da più di 130 Paesi, più di 4.000 aziende espositrici
Un dato significativo: un visitatore su tre arriva dall’estero, segno di una crescente internazionalizzazione.
Le Regioni protagoniste
Dal Veneto alla Basilicata, dalla Sardegna al Lazio, ogni regione ha raccontato la propria identità:
Veneto: Amarone e tradizione
Protagonista l’Amarone della Valpolicella, con la cantina Aldegheri che celebra 70 anni di attività con una speciale etichetta commemorativa.
Lazio: la Dolce Vita
Stand suggestivo dedicato alla Dolce Vita, con le celebri fotografie dei paparazzi come Tazio Secchiaroli e Rino Barillari.
Basilicata: innovazione
Grande attenzione per la Fragola Candonga IGP e le nuove bollicine lucane, simbolo di sperimentazione e qualità.


Sardegna: tradizione familiare
Cantina Fradiles raccontano il valore della famiglia e della continuità nel mondo del vino.
Tra le attrazioni più spettacolari, il tunnel degli aromi, un percorso immersivo tra luci, profumi e suggestioni visive, arricchito da riproduzioni di opere e statue dei musei Italiani.
Un’esperienza che ha unito arte e vino, conquistando visitatori e operatori.
La 58ª edizione del Vinitaly si chiude con un bilancio estremamente positivo: numeri solidi, forte presenza internazionale e grande partecipazione istituzionale.
Verona si conferma ancora una volta capitale mondiale del vino, mentre il Vinitaly continua a rappresentare un simbolo di eccellenza, tradizione e innovazione italiana.


Un evento globale tra business e cultura
Vinitaly si conferma molto più di una fiera: è un hub internazionale dove si incontrano produttori, buyer, istituzioni e media.
Qui nascono accordi commerciali, si lanciano nuovi prodotti e si costruisce il futuro del vino italiano nel mondo.
La 58ª edizione del Vinitaly si chiude con un bilancio estremamente positivo: numeri solidi, forte presenza internazionale e grande partecipazione istituzionale.
Verona si conferma ancora una volta capitale mondiale del vino, mentre il Vinitaly continua a rappresentare un simbolo di eccellenza, tradizione e innovazione italiana.
Articono di: Giornalista, Michele Iannibelli
Foto di: PH Gaetano Cannizzaro (Tano)
