Bergamo ha vissuto una giornata speciale il 3 febbraio 2026, accogliendo il passaggio della fiamma dei Giochi di Milano Cortina 2026 con un entusiasmo che ha coinvolto l’intera città. Dalle prime ore del pomeriggio fino all’accensione serale del braciere, strade e piazze si sono trasformate in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato da applausi, bandiere e sorrisi.
Una staffetta che racconta il territorio
Il viaggio della torcia ha attraversato diversi quartieri, toccando luoghi simbolici e realtà quotidiane, in un percorso pensato per unire centro e periferie. Non solo un evento sportivo, ma un vero racconto collettivo fatto di persone, storie e identità locali.
A guidare uno dei momenti più significativi è stata Ilaria Galbusera, esempio di talento e inclusione, accolta con grande calore dal pubblico. Accanto a lei, tanti protagonisti del mondo sportivo e culturale bergamasco hanno dato volto e voce alla staffetta.
Tra i più applauditi:
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Giorgio Pasotti, volto noto del cinema e legato alla sua città
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Paola Magoni, storica campionessa azzurra
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Martina Caironi, simbolo dello sport paralimpico italiano
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Ambra Matera, ultima tedofora del percorso cittadino
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Numerosi runner e atleti locali
Una presenza variegata, capace di rappresentare diverse generazioni e discipline, unite dallo stesso spirito olimpico.
Il cuore della festa sul Sentierone
Il momento più atteso è arrivato in serata, quando la staffetta ha raggiunto il Sentierone. Qui, davanti a una folla numerosa, è stato acceso il braciere, suggellando una giornata intensa e partecipata.
La storica passeggiata cittadina si è trasformata in un punto di incontro tra sport, spettacolo e comunità, con musica, luci e un’atmosfera carica di emozione.
Le immagini di una giornata da ricordare
A documentare l’evento, passo dopo passo, anche il fotografo reporter Gaetano Cannizzaro, per tutti “Tano”, che dopo aver seguito la fiaccola in altre tappe Venete e lombarde, ha raccontato anche il passaggio bergamasco attraverso scatti e reportage.
Le sue fotografie restituiscono il volto più autentico della giornata, per tutti i dedofori.
Oltre lo sport, un messaggio per la città
Il passaggio della fiamma non è stato solo un rito simbolico in vista dei Giochi, ma un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e di partecipazione. Bergamo ha risposto con entusiasmo, dimostrando ancora una volta di saper vivere gli eventi come momenti di condivisione.
La tappa del 3 febbraio resterà così impressa nella memoria cittadina: non solo per la luce del braciere, ma per l’energia collettiva che ha accompagnato ogni metro percorso dalla torcia.
Foto e e articolo : Ph Gaetano Cannizzaro (Tano)




